Arrivederci

Sabato, ultima ora. In classe, con la porta aperta, cerco di convogliare l’interesse dei ragazzi su questioni che di per sé li appassionano poco: «Mi raccomando, attenzione! Questo è importante!» sono le mie disperate esortazioni. A un tratto si affaccia un ragazzo che non conosco.
«Mi scusi…»
«Sì?»
«Cioè… non è qui il laboratorio di elettronica?»
«No, qui siamo in una normale aula e stiamo facendo lezione di letteratura.»
«Ah, giusto. No, perché pensavo…»
«Ti conviene farti indicare il laboratorio che cerchi da una delle bidelle.»
«Be’, e come va? Come ve la passate voi ragazzi?»
«Va’ pure, arrivederci!»
«Toh, bada chi c’è! O che sei in questa classe, Tony?»
«Scusa, ma stiamo facendo lezione. Arrivederci!»
«Ah, non posso restare? No, perché da noi in sede siamo più alla buona…»
Lo raggiungo sulla soglia, «arrivederci», scandisco mentre lo invito a uscire. Mentre gli chiudo la porta dietro, sento che continua: «no, perché io pensavo… da noi si usa così…»
Oh! Stamattina non è tornato?

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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