Memoria

«Per dirci che non dispone di una luce potente ma solo di qualche piccolo barlume che gli indichi la strada, Montale ricorre a diverse immagini: la bava iridescente della lumaca, lo scintillio di frammenti di vetro calpestato, il luccichio degli occhiali di sua moglie, che gli appare una sera…»

Montale è un poeta che amo molto, perciò mi lascio trascinare e recito qualche verso di quel testo: «Caro piccolo insetto che chiamavano mosca non so perché, stasera quasi al buio, mentre leggevo il Deuteroisaia, sei apparsa accanto a me, ma non avevi occhiali, non potevi vedermi…»

«Già» interviene Federico. «Perché la moglie era quasi cieca, vero?»

«Tu com’è che lo sai?»

«Lei piuttosto! Com’è che sa la poesia a memoria?»

Colta in fallo, cerco di giustificarmi come posso.

«In effetti, ne so qualcuna… anche La casa dei doganieri la so a memoria, ma ho fatto finta di leggerla per non farvene accorgere…»

Sguardi di disapprovazione mi giungono dalla platea.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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