Flusso di coscienza

Leggo il monologo di Molly Bloom premettendo: «Con lo stream of consciousness Joyce ha cercato di dar voce non ai pensieri, ma a tutte le impressioni, sensazioni, flash che si creano nella mente in un millesimo di secondo, e che sono per forza caotiche, disorganizzate, prive di un filo conduttore.»

Leggo cercando di rendere anche col ritmo incalzante e col mutare dei toni della voce quell’apparente caos. E quando dopo tre pagine di flusso di coscienza arrivo al fatidico «e il suo cuore batteva come impazzito  e sì dissi  sì voglio  sì» sento che la platea è immobile, come paralizzata. Molly Bloom fa sempre il suo effettaccio, penso, quando nel silenzio si alza una voce:

«Be’, cosa c’è di strano? Tutte le ragazze che conosco ragionano in questo modo!»

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Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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