Mitra

Sabato mattina, prima ora. Recupero in itinere, programmato da settimane. Ho affidato a ogni ragazzo una parte del testo di storia da schematizzare, ho chiesto a chi poteva di portare il computer per trascrivere gli appunti, in modo da poterli poi condividere per il ripasso, in vista della temuta verifica di recupero di metà periodo.

«Siamo d’accordo, ragazzi? Tutto ok?»

«Tutto ok, prof!»

Inevitabile che alla prima ora, in fase organizzativa, ci sia un certo trambusto.

«Chi ha degli appunti già pronti da trascrivere?»

Alzano la mano in due.

«Ok, vuol dire che chi non si è messo avanti lavorerà stamani. Avete il libro?»

Cinque alzano la mano.

«Avete il computer?»

Altri cinque alzano la mano.

Ho sempre desiderato arrivare in classe, un giorno, aprire la mia valigetta, estrarre un mitra e sparare una bella raffica…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Mitra

  1. wwayne ha detto:

    A me è capitata una situazione simile in tempi recentissimi. Il collegio docenti aveva stabilito che per questa settimana non saremmo andati avanti con i programmi, e ci saremmo limitati a ripassare. L’ovvia conseguenza è che la maggior parte degli alunni è andata a sciare. Io avevo avvisato i miei ragazzi di prima media: “Mi raccomando, venite a scuola durante la settimana bianca: il 23 avrete compito di grammatica, sarà su tanti argomenti e quindi avete bisogno di ripassarli tutti.” Appello miseramente caduto nel vuoto: per tutta la settimana ho fatto lezione a 4 gatti. E ovviamente, quelli che del ripasso avevano bisogno come il pane se ne sono rimasti a casa. Son proprio curioso di vedere che gran compitone mi faranno tra 2 giorni.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Anche noi abbiamo avuto, per alcuni anni, la settimana obbligatoria di recupero per tutte le materie con fermo programma. Rendendoci conto che non funzionava e che c’era chi la disertava direttamente, abbiamo optato per fare, sì, il recupero in itinere, che è obbligatorio, ma ciascuno secondo le esigenze proprie e degli studenti. Purtroppo però non sempre gli studenti rispondono come dovrebbero, per cui, nel caso che ho raccontato, i ragazzi c’erano, sì, ma non avevano fatto il lavoro preliminare che gli avevo affidato e non avevano portato, eccetto alcuni, il materiale richiesto. Tanto che a volte mi chiedo a chi interessi realmente recuperare le insufficienze…

    • wwayne ha detto:

      Anch’io ho alcuni alunni che già a Febbraio si sono rassegnati all’insufficienza. E’ un modo di pensare che non concepisco: io ho la mentalità opposta, quella di lottare fino all’ultimo respiro, finché la matematica non ci condanna eccetera eccetera.
      Ho avuto la tentazione di rimandare il compito e fare un secondo ripasso a classe completa, ma alla fine ho deciso di non farlo: è bene che i miei alunni imparino che ogni scelta ha delle conseguenze, e che nella vita non ci sarà sempre qualcuno che aspetta i loro porci comodi. Buona Domenica! 🙂

  3. RobySan ha detto:

    Il mitra mi pare un po’ troppo, però, ricordando quel detto degli antichi egizi che recita: “l’orecchio dello scolaro si trova sulla schiena”, magari uno sceglie meglio l’arma.

  4. marisasalabelle ha detto:

    No, no! Il mitra è meglio. Vuoi mettere la soddisfazione?

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