Non permetteremo

La mia classe e altre due dell’Istituto aderiamo all’iniziativa della Regione Toscana per la Giornata della Memoria. Ci saranno dei pullman che ci porteranno dal piazzale dell’ex Breda, ora Hitachi, al Palamandela di Firenze dove avrà luogo la celebrazione. Pochi giorni prima dell’evento mi arriva una lettera intimidatoria: per ragioni dovute alla sicurezza è necessario partire con molto anticipo, l’appuntamento è quindi fissato per le ore 7. Dobbiamo portare con noi l’elenco nominativo dei partecipanti, che saranno fatti entrare nella struttura a piccoli gruppi; non sarà permesso portare con sé zaini. E in effetti, davanti al palazzetto, nel piazzale, lungo il percorso e davanti  a ogni accesso è pieno di soldati in mimetica, debitamente armati, ma intenti a chiacchierare e consultare i loro smartphone. Non ci controllano, ci lasciano entrare: siamo circa ottomila. Nessun jihadista tra noi, nessuno che abbia introdotto kalashnikov o bombe a mano.

È curioso come ci si abitui con facilità a vedersi circondati da forze dell’ordine e militari in assetto di guerra. Com’era quella frase storica? «Non permetteremo ai terroristi di cambiare le nostre abitudini…»

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a Non permetteremo

  1. wwayne ha detto:

    Anch’io mi sono reso conto di quanto sia cambiato il vento due giorni fa, mentre passeggiavo per Firenze. Camminavo spensierato per piazza Duomo, finché non mi sono imbattuto in un militare con tanto di kalashnikov appeso al collo. Stava appoggiato al muro, con un’espressione del tipo “Speriamo che questa giornata finisca presto.” Lo capisco benissimo: dev’essere davvero logorante per lui stare tutto quel tempo in piedi, a sorvegliare all’infinito una piazza dove non succede nulla che richieda il suo intervento.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Militarizzazione della vita urbana… accettata con fin troppa acquiescenza… e poi un tizio qualunque se ne va in giro con un fuciletto giocattolo, semina il panico, sfugge a ogni controllo e viene identificato solo il giorno dopo!

    • wwayne ha detto:

      Ah, quindi è stato identificato? Io ero rimasto alle ricerche infruttuose nel paese di origine. Ad ogni modo, episodi come questi non fanno altro che sottolineare quanto siamo nudi di fronte ai pericoli, anche in un luogo come Roma, che per il Giubileo in corso e in generale per il suo ruolo di simbolo della cristianità dovrebbe essere sorvegliata nel modo più attento ed efficiente possibile. Speriamo bene…

  3. RobySan ha detto:

    Se non permette Remo, permette Romolo. Dove sta il problema?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Roby, questa era un po’ scarsa… degna di Mara e Marella! 😉

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