La lettera

«Mi dispiace, ma il voto è questo. Il giudizio spetta a me, ricordalo!»

Il ragazzo, chiaramente indispettito, molla un pugno sul banco. Questa storia deve finire, penso. Ho ascoltato le sue rimostranze, gli ho spiegato dove ha sbagliato, ma non sono disposta ad accettare i suoi malumori.

«Vieni» gli dico, «andiamo a parlare col preside.»

È dai miei primi anni di insegnamento, quando ero una pivella ancora indifesa, che non accompagno un ragazzo dal preside. Ma questa volta Fabio mi ha stufato. Il preside è di buonumore: ascolta la mia sfuriata, rivolge qualche domanda all’imputato, infine emette il verdetto:

«Scriverai una lettera di scuse alla professoressa!»

«Okay» dice il ragazzo, ma passano i giorni, passano le settimane, ma della lettera non vedo l’ombra.

«C’è posta per me?» gli chiedo ogni tanto.

Finalmente, proprio alla vigilia delle vacanze natalizie, mi viene incontro nel corridoio.

«Prof… le ho scritto la lettera…»

«Ah, bene!»

Mi porge una busta: l’apro, ne viene fuori un foglio  A4 un po’ spiegazzato. In cima al foglio una sola riga di testo: «Cara professoressa, le chiedo scusa per essere stato maleducato con lei. Il suo alunno, Fabio S.»

Bisogna che mi ricordi di fare un’unità didattica sulla stesura delle lettere formali, dopo le vacanze.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a La lettera

  1. wwayne ha detto:

    Già in passato abbiamo discusso della difficoltà di far apprendere ai ragazzi come scrivere una lettera formale. Specialmente in un mondo come questo, dove i giovani danno del tu a tutti, usano il linguaggio degli sms anche nei temi e la lettera la vedono come un fossile risalente al secolo XX.
    Io insegno italiano soltanto in prima media, quindi mi pongo un obiettivo ancora più basso: insegnare ai miei alunni ad evitare i tratti tipici dell’italiano parlato quando scrivono, e soprattutto ad esprimersi in modo chiaro. Se non ci sarò riuscito per la fine dell’anno, riterrò di aver fallito con quella classe.

    • marisasalabelle ha detto:

      Non è un obiettivo facile, specialmente in prima media. Non essere troppo severo con te stesso, se non ci riesci completamente, e ricorda che i risultati del nostro lavoro non dipendono solo dai nostri sforzi, e spesso, poi, si vedono a distanza di tempo!

  2. Prof. Ermegisto Aristogitone ha detto:

    Disgraziati… lazzaroni… quarant’anni di duro lavoro tra queste quattro mura… lavativi…

  3. Anonimo ha detto:

    ” «C’è posta per me?» gli chiedo ogni tanto. ”
    Lei professoressa è proprio malvagia !

  4. Eisen ha detto:

    Ha mandato dal preside un alunno perchè ha sbattuto il pugno sul banco?

  5. marisasalabelle ha detto:

    Perché, è ammesso sbattere il pugno sul banco in risposta a una frase pronunciata dall’insegnante, dopo una lunga conversazione in cui questa ha manifestato tutta la sua pazienza e disponibilità al dialogo? Non so quanti capiufficio o datori di lavoro sopporterebbero una simile maleducazione!
    Come ho detto nel post, io non mando mai i ragazzi dal preside, perché ritengo di essere capace di farmi rispettare con le mie sole forze. Si vede che questo soggetto aveva messo a dura prova la mia pazienza!

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