Libri scritti da donne

Succede questa cosa, che il direttore della Feltrinelli di Bologna rilasci un’intervista e che, alla domanda sulle scrittrici che preferisce, risponda: «Confesso, leggo pochi libri scritti da donne.» Succede che l’articolo abbia una certa diffusione in rete e susciti vari commenti da parte di scrittrici, scrittori, lettrici e lettori.

«Che male c’è» dice qualcuno, «è come dire che uno non legge molti gialli o fantasy!»

«È discriminazione» dice qualcun altro, «il solito maschilismo…»

Non voglio fare la femminista a oltranza e vedere discriminazione dappertutto, ma devo dire che la risposta del gentile direttore, che ha precisato di non aver voluto fare il «politicamente corretto» mi piace davvero poco. La letteratura ha lamentato per secoli una scarsa presenza femminile, così come la scienza, la medicina, l’ingegneria… questo si spiega con  ragioni storiche che hanno a che fare con la marginalizzazione della donna nella società e il suo limitato accesso alla scrittura. Ecco perché la gran parte dei classici sono stati scritti da uomini. Ma da quando le donne hanno iniziato a farsi strada nel mondo delle lettere, le cose sono cambiate e potrei elencare una gran quantità di scrittrici e poetesse che non sono da meno dei loro colleghi uomini.

Trovo poi sbagliato paragonare la scrittura delle donne a un genere come il giallo o il fantasy. Le donne non sono un genere letterario, opere di scrittrici spaziano in ogni campo, e non è nemmeno vero che i temi della famiglia o delle relazioni amorose siano appannaggio delle donne.

Davvero qualcuno pensa che la capacità creativa, la fantasia, la padronanza linguistica, siano patrimonio dei maschi? La donna quindi cosa è buona a fare? Meglio se fa la commessa, magari…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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8 risposte a Libri scritti da donne

  1. wwayne ha detto:

    Ricordo che anche io e Lei una volta discutemmo dell’argomento, e arrivammo a concludere che ogni persona tende a leggere libri scritti da persone del suo stesso sesso. Non per maschilismo o femminismo, ma perché, se autore e lettore sono dello stesso sesso, inevitabilmente i loro modi di pensare tenderanno ad assomigliarsi, e quindi il lettore si sentirà più attratto verso quel libro rispetto ad un altro scritto da un autore del sesso opposto. Lei, giustamente non mi diede del maschilista.
    Adesso, per un caso apparentemente identico, Lei dà del maschilista al direttore della Feltrinelli di Bologna. E il bello è che io non solo non La accuso di contraddizione, ma anzi Le do ragione. Questo perché il caso è apparentemente identico, ma in realtà è diversissimo: un conto è una conversazione fatta da due bloggers a margine di un post WordPress, ben altro è una dichiarazione pubblica, rilasciata da una persona con una certa responsabilità e un certo ruolo culturale. In questo caso l’accusa di maschilismo è sensata, perché lui non poteva non sapere che la sua dichiarazione avrebbe indotto molti lettori ad interpretarla non nel senso di “Preferisco gli autori uomini”, ma nel senso di “Lasciate stare le autrici donne, non valgono granché.”

  2. marisasalabelle ha detto:

    Certo, chi non si rende conto che l’affermazione del direttore Feltrinelli è stata inopportuna, non capisce che non si è trattato di un semplice parere personale, ma di una posizione autorevole, da parte di una persona che può indirizzare gli acquisti dei suoi clienti. Ora, il discorso sarebbe lungo, io per esempio penso che nella maggior parte dei casi la scrittura femminile abbia delle caratteristiche che la rendono diversa da quella maschile, ma non sui temi che affronta, quanto sullo sguardo “diverso” che la donna ha rispetto all’uomo. Proprio per questo invece sarebbe interessante che un uomo leggesse scrittrici; in quanto alle donne, loro di sicuro leggono scrittori, perché per secoli la letteratura è stata appannaggio degli uomini, come quasi tutti gli altri campi del sapere. Insomma,non penso che ognuno debba leggere solo chi è simile a sé.
    Sul fatto che la scrittura femminile non sia paragonabile a un genere, basta ripassarsi un po’ le scrittrici che si conoscono. Per esempio, molte donne sono autrici di gialli e thriller, con ottimo successo, a partire da Agatha Christie in poi. Uomini hanno sempre scritto romanzi d’amore e sulla famiglia, come li scrivono anche le donne: casomai sarebbe interessante capire quanto l’interpretazione che la donna dà delle vicende della vita sia simile o opposta a quella dell’uomo…
    Se poi valga la pena di leggere donne, io faccio solo qualche nome: Jane Austen, Virginia Woolf, Alice Munro, Elsa Morante, Marguerite Yourcenar… Le librerie sono piene di libri di scrittrici, e il gentile direttore sicuramente ne poteva trovare almeno uno degno di menzione.

  3. emanuelepagin ha detto:

    Gentilmente invitato da Wwayne, saluto innanzitutto e dico la mia osservando che il dibattito sembra pervaso da una contraddizione: se è vero che si tende a leggere autori del proprio sesso (io non sfuggo alla regola) allora non si spiegherebbe la maggiore “vendibilità” commerciale degli uomini rispetto alle donne visto che dal mio punto di osservazione rilevo che mediamente le donne leggono di più degli uomini. A meno che, essendo io quasi unico maschio in un gruppo di lettura composto esclusivamente da donne, non abbia una visione distorta della realtà.
    Concordo con quanto detto: il punto di vista di un importante “tecnico” del settore ha maggior peso rispetto a quello di noi semplici lettori, e per questo andrebbe maggiormente riflettuto. Il “politicamente corretto” ha una sua funzione ben precisa, quella di far circolare idee che agevolano l’incontro tra le persone, anziché lo scontro, per questo io lo difendo, anche se pare aver perso di appeal.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Secondo me non è vero che si tende a leggere autori del proprio sesso. Così come non è vero che gli uomini scrivono “cose da uomini” e le donne “cose da donne”. I grandi classici sono tutti scritti da uomini, tranne pochissime eccezioni, e questo per ragioni storiche che ognuno comprende. E gli uomini hanno dimostrato di saper scrivere d’amore, di vita familiare, di figli… come dimostrano, che so, Anna Karenina o Madame Bovary. A partire dal XIX secolo la presenza di donne nella letteratura diventa più massiccia e di altissima qualità. Pensiamo a Jane Austen, o alle sorelle Brontë. Solo donne leggono queste autrici? Non direi proprio.
    Riguardo alla narrativa di intrattenimento, faccio notare che grandissime autrici di gialli e thriller sono donne: qui non c’è che l’imbarazzo della scelta, da Agatha Christie a P.D. James a Elizabeth George a Camilla Lackberg. Solo le donne le leggono? Non credo.
    E le donne non leggono Tolstoj o Stendhal o Verga o Calvino?
    Se poi veniamo all’oggi, c’è una grandissima scelta di autori e autrici entro la quale ognuno può trovare quello che desidera. Io per esempio amo molto Ian McEwan, Haruki Murakami, Alice Munro… potrei continuare… Ognuno di essi è diverso e offre al lettore o alla lettrice qualcosa di diverso.
    Se il direttore di un’importante libreria ammette di non leggere libri scritti da donne, dimostra soltanto la sua ignoranza.

  5. emanuelepagin ha detto:

    Lungi da me sostenere che solo uomini leggono uomini o solo donne leggono donne. Si parlava di tendenze, e non avendo dati statistici inconfutabili alla mano (io almeno non ne ho), ognuno ha una opinione sulle tendenze dettata dalla propria esperienza quotidiana. Credo nessuno neghi il grande apporto delle scrittrici alla letteratura mondiale. Mi pare invece unanime il nostro giudizio sull’infelice uscita del direttore della Feltrinelli.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Quindi, alla fine, siamo d’accordo. Oltre che ignorante, il direttore si è dimostrato anche nel fondo maschilista, lasciando trapelare l’impressione che le cose scritte dalle donne siano di qualità inferiore o meno interessanti. Grazie per il contributo alla conversazione! 🙂

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