Andare a teatro

Voglio chiedere ai miei ragazzi di quarta come pensano di spendere l’inaspettato regalo governativo.

«Mi raccomando, solo spese per la cultura! Non cercate di fare i furbi!»

«Quindi non ci posso andare in discoteca?»

«Non credo… il premier ha parlato di cinema, teatro e concerti…»

«Perché, la musica da discoteca non è cultura?»

«Ecco, non saprei… bisognerà aspettare delucidazioni, vedrete che verrà fuori una circolare applicativa. Per esempio, noi insegnanti possiamo comprare un tablet, con quei soldi, ma non una stampante e nemmeno una chiavetta USB…»

«Professoressa, quanto costa andare a teatro? A uno spettacolo vero, non a quelli del mattino, dove ci porta lei.»

«Dipende dal posto che si vuole. La platea è più cara, la galleria più economica. So però che il Teatro Manzoni fa agli studenti un prezzo di 10 euro per gli spettacoli della domenica pomeriggio.»

«Quindi… 500 diviso 10… non mi dirà che saremo costretti ad andare a teatro tutte le settimane!»

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Andare a teatro

  1. wwayne ha detto:

    Senza ironia: la discoteca non è un luogo culturale, ma la musica da discoteca può raggiungere delle straordinarie vette di qualità artistica, e quindi può diventare cultura. Certo, non allo stesso livello di Omero e Dante, ma cultura. Il film “We are your friends” lo fa capire molto bene.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Certo,ma io non scherzo, come per noi insegnanti mi chiedo quale sia il discrimine tra spettacoli culturali e non culturali, tra spese giustificate e non. Il fatto che si possa andare al cinema col bonus lo trovo fonte di grande confusione, perché, o qualcuno decide quali sono i film che acculturano e quali no (in base a che criteri?) o un insegnante potrà sperperare i soldi dello stato per andare a vedere Natale col boss. Secondo me lo stato, se vuole investire in cultura, dovrebbe fare cose ben diverse che distribuire mancette a cavolo.

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