Sesto senso

Ecco, è successo. Quello che non doveva mai succedere, non a me.
«Professoressa, lo sa? Ieri Franco della III C è stato tutto il tempo in IV A durante la lezione di diritto… e la prof non si è accorta di lui.»
«Mi sono messo a sedere in mezzo agli altri ragazzi della V D e il prof di elettronica mi ha anche fatto delle domande… non si era reso conto che non ero di quella classe… menomale che non mi ha messo il voto!»
«La settimana scorsa il bidello Giorgio è entrato a portare una circolare… la prof di matematica lo ha sgridato per il ritardo e lo ha mandato subito alla lavagna…»
Ci raffigurano così, talmente distratti e svagati, forse un minimo rincoglioniti: vaghiamo per i corridoi cercando di ricordarci in che classe abbiamo lezione, entriamo nell’aula e non riusciamo a identificare a una prima occhiata eventuali intrusi, ci dimentichiamo il nome dei nostri alunni, chiamiamo Jacopo Simone e Simone Andrea…
A me non può succedere, ho sempre pensato. Ho un sesto senso, io. Me ne accorgo subito, quando c’è qualcosa di strano nell’aria. E a dire il vero me n’ero accorta. Proiettavo sulla lavagna interattiva le cartine del fronte italiano durante la prima guerra mondiale. Spiegavo le difficoltà degli alpini in quella terribile guerra ad alta quota. Mostravo foto e filmati d’epoca. E quei due, in posizione laterale rispetto a me, ridacchiavano.
«Che succede, ragazzi? Che vi piglia?»
«Niente, prof… Marco mi fa ridere.»
«Non è vero, prof. È lui che fa ridere me…»
«Via, via, state tranquilli.»
Devo dire a mia discolpa che l’aula LIM ha una forma infelice: è larga e corta, i ragazzi stanno ammucchiati su due file, per forza di cose il mio sguardo va più allo schermo che a loro, e poi ci sono quelle due, tre postazioni defilate, dove il mio sguardo si posa raramente. Ecco, ora mi volto verso il gruppetto dei casinari e lo vedo. Nonostante l’abbia perso di vista da più di due anni, lo identifico subito. Simulo disinvoltura.
«Buongiorno, Daniele. Come va?»
«Bene, prof. Son venuto a fare una visitina.»
«E quant’è che sei qui?»
«Dall’inizio dell’ora, prof.»
Lo dicevo che ho un sesto senso, io.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Sesto senso

  1. ambrahorse ha detto:

    L’ha ribloggato su ambrahorsee ha commentato:
    divertente come al solito…

  2. marisasalabelle ha detto:

    La classica situazione dalla quale bisogna uscire con disinvoltura… 😉

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