Ai tempi della Buona Scuola

Il collegio docenti ai tempi della Buona Scuola ha qualcosa di kafkiano. Si tratta di discutere e di esprimere un’opinione non vincolante su una serie di novità sulle quali appare evidente che non abbiamo alcun controllo. Particolarmente interessante è la discussione sugli obiettivi che il nostro Istituto vuole raggiungere grazie all’organico potenziato. La legge stabilisce già quali sono tali obiettivi, e sono ovviamente i migliori e i più condivisibili del mondo: potenziamento delle abilità linguistiche, delle abilità logico matematiche e scientifiche, dell’attività laboratoriale, contrasto al bullismo, educazione alla legalità, incremento della sicurezza, attività motorie, e altro ancora. Non dobbiamo scegliere alcuni di questi obiettivi: dobbiamo soltanto metterli in ordine di preferenza. Già a questo punto si sviluppa un animato dibattito, perché c’è chi dà la priorità alla padronanza della lingua italiana o di quella inglese, chi vuole incrementare le attività di laboratorio, chi preferirebbe offrire ai ragazzi più attività sportiva. Discutiamo, poi stiliamo vari elenchi di priorità: il gioco delle combinazioni potrebbe portarci a risultati degni di Calderoli, ma ci limitiamo a cinque varianti, sulle quali votiamo con appello nominale. Naturalmente siamo tutti consapevoli che: il ministero ci manderà un piccolo numero di docenti non in base ai nostri desiderata, ma in base al materiale umano che ha a disposizione; costoro saranno destinati principalmente a sostituire i colleghi assenti, qualunque disciplina insegnino; anche nel caso che gli rimanesse del tempo tra una sostituzione e l’altra, quattro o cinque docenti di materie varie non influiranno di una virgola in una scuola che ha più di mille alunni, centocinquanta docenti, cinquantaquattro classi; nessun progetto megagalattico sarà realizzato perché mancheranno i fondi. E tuttavia per un’ora e mezzo ci accaniamo a stabilire obiettivi e priorità. Ai tempi della Buona Scuola noi ci balocchiamo così.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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