Non capita

Al colloquio, i ragazzi si sono presentati al meglio di sé. In jeans o pantaloni eleganti, scarpe da ginnastica o mocassini, camicia bianca o blu, alcuno in giacca, alcuni perfino in cravatta. Belli, perché i giovani sono belli e perché i miei ragazzi sono bellissimi, alcuni disinvolti, sicuri di sé, altri timidi, un po’ impacciati.
L’esame di Stato è rimasto uno dei pochi riti di passaggio per i giovani d’oggi. Al di là di ogni considerazione sulla sua utilità, sulla sua struttura, sulle modalità di svolgimento… rimane un momento importante per i ragazzi e per noi che li abbiamo seguiti in questi anni. E loro lo percepiscono, e si presentano nella loro veste migliore, intimiditi dall’atmosfera, desiderosi di fare bella figura. All’esame ci sono sempre delle sorprese e a volte capita che il ragazzetto che ha rischiato di non essere nemmeno ammesso impressioni favorevolmente la commissione mostrandosi preparato, sicuro, garbato.
Non come ho sentito dire che succede in altre scuole, dove i ragazzi non hanno rispetto dei loro insegnanti, della commissione esaminatrice e in definitiva nemmeno di se stessi, e si presentano con addosso una canottiera slabbrata e i calzoncini da calcio, o addirittura ostentano un costume da bagno, e portano tesine in cui mettono in ridicolo i loro insegnanti e si rifiutano addirittura di rispondere alle domande. No, menomale che questo da noi non capita!

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Non capita

  1. Giulio ha detto:

    Ha bisogno che i suoi quattro lettori le diano il consenso per ciò che ha fatto?Ah no, già, quello non lo ha detto: 15 minuti di progetto interessante, 3 materie(quelle di indirizzo) esposte egregiamente, 2 con qualche difficoltà e sì una, la sua, con pietà.Voto 11/30. Mi ricorda il voto che mi ha dato in pagella? mi sembra fosse 9. Errore suo nel darlo, o colpa del costume all’esame?Classe 1955 mi pare di aver letto, 1996 la mia, cara prof. Mi creda, ho pianto, non immagina la tristezza: ho visto tornarle il sorriso solo dopo essersi presa la sua vendetta. Davvero si nutre di questo? E io che mi accontento di una birra con gli amici :S. Qualche insegnante è stato messo in ridicolo? Raccontando cose vere?Sul serio? Avanti, la smetta di cercare approvazione qui, con quest’ ironia spicciola, esistono i tribunale, le istituzioni funzionano, perchè non mi denuncia per inguria?E’ un obbligo morale secondo me. Deve dare il giusto esempio, qualcuno potrebbe fraintendere. Mi creda, mi sarei offeso se non avessi fatto nulla, se mi fossi prestato, come altri, a calpestare la mia dignità, per una manciata di crediti. Lo so, è difficile ammettere i propri errori, oggi io ci voglio provare: credevo di aver calcolato tutto, meticolosamente, e invece tocca guardare i miei genitori, impotenti, che cercano di consolarmi, di offrirmi il loro aiuto. “Possiamo pagarlo l’avvocato, tranquillo”. “Non vi preoccupate, non ce n’è bisogno” Ricordo, prima che finisse la scuola, quando era entusiasta e ansiosa di assistere allo “show”(lo definì lei così) che programmavo per l’esame. Non si aspettava che avrei fatto notare anche le sue di mancanze? Credeva di essere la migliore? Lontano da quegli educatori che persino lei guarda con sospetto. Prof. l’ho sempre considerata un’ottima insegnante, ci mette passione in quello che fa e cerca di infondercela. Inoltre… spicca nel suo campo(blog di successo, ahah sì, faccio anche io dell’ironia). Il suo problema è l’orgoglio, non sa metterlo da parte e oggi, come previsto, ha dimostrato quanto io sia superiore a lei, e quanto per lei sia difficile ammetterlo.
    Si dice che l’uomo non riesca a guardare aldilà del proprio naso, bhè io non so quali strade mi possa precludere questo 60/100, quello che so invece, è che almeno uno dei due riuscirà a godersi un’ottima estate. Non poteva essere altrimenti.

  2. wwayne ha detto:

    Non avevo mai sentito di studenti che si presentano con un abbigliamento volutamente inadeguato all’esame di stato. Anzi, sia alla mia maturità che agli esami universitari ho sempre notato che i miei compagni curavano molto questo aspetto, consapevoli del fatto che il linguaggio del corpo aveva un suo peso.
    L’unica volta in cui ho notato un atteggiamento diverso è stato il giorno della mia prima laurea: un candidato che doveva discutere la tesi prima di me si presentò con barba lunghissima e vestito da clochard. Dato che si laureò con un voto molto basso, ipotizzo che lui abbia pensato: “Non andrò neanche vicino ad un voto decente, quindi chi se ne frega di arrivare vestito bene.” Tuttavia, io credo che nella sua situazione mi sarei vestito bene comunque, dato che, come ha sottolineato anche Lei, lo si fa per rispetto e non solo perché conviene farlo.

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