Ragazza del secolo scorso

Naturalmente io lo so da cosa dipende questo senso di disagio e amarezza che provo: dal fatto che sono una donna anziana, nata nel 1955, una vera “ragazza del secolo scorso”, piena di fisime e di idee storte.
Io per esempio, quando ero giovane, credevo nell’uguaglianza di tutte le persone, nel cosmopolitismo, nella cittadinanza universale. Je suis citoyen du monde, recitava uno slogan, a quei tempi. Che stupidaggine!
Ero convinta che la povertà degli abitanti di quello che allora si chiamava Terzo Mondo fosse una conseguenza del colonialismo, delle guerre e del protrarsi dello sfruttamento anche nell’epoca postcoloniale. Ero convinta che la povertà fosse una cosa ingiusta e che i poveri avessero diritto a battersi per uscirne fuori. Quando si sa che la colpa della povertà è dei poveri!
Poi, chissà perché, mi ero convinta che la famiglia, così com’era concepita all’epoca, fosse un luogo potenzialmente repressivo e discriminatorio verso i soggetti più deboli, quando è chiaro che non è così, che la famiglia tradizionale, o meglio naturale, è quanto di meglio si possa desiderare, che l’uomo è per forza di cose il capofamiglia, che la donna deve essergli sottomessa e che se un marito uccide sua moglie è solo perché lei non ha saputo amarlo, poveretto.
Pensavo addirittura che le forze dell’ordine non avessero il diritto di torturare le persone che si fossero venute a trovare sotto la loro custodia, invece ora so che la polizia deve essere libera di fare il proprio lavoro, e che se qualcuno si fa male, peggio per lui.
Infine ero riuscita a farmi ingannare da quel pericoloso sovversivo di don Lorenzo Milani, non a caso malvisto dalle gerarchie ecclesiastiche e confinato in un paesino di montagna, praticamente in culo al mondo, dal quale riuscì incredibilmente a far parlare di sé, quello spudorato, dando a intendere alla brava gente che la scuola, com’era configurata all’epoca, fosse improntata a criteri classisti e discriminasse pesantemente i ragazzi provenienti dalle fasce più basse della popolazione. Menomale che adesso abbiamo La Buona Scuola, dove il merito sarà giustamente premiato e i presidi più in gamba potranno accaparrarsi gli insegnanti migliori per fare un’ottima squadra, e agli altri resteranno i mediocri, peggio per loro!
Ma si sa, io sono solo una ragazza del secolo scorso, la mia generazione è obsoleta, presto leveremo il disturbo, e sarà meglio per tutti.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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17 risposte a Ragazza del secolo scorso

  1. RobySan ha detto:

    ‘spetta, vengo anch’io.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sei anche tu del secolo scorso? 🙂

  3. wwayne ha detto:

    Del fatto che la famiglia tradizionale sia quanto di meglio si possa desiderare sono convintissimo anch’io. La sola espressione “famiglia allargata”, o la sola parola “separazione”, bastano e avanzano per suscitare in me una profonda indignazione. A meno, ovviamente, che non ci siano gravi abusi fisici e/o psicologici.
    Sono una mosca bianca? Certamente, e ci sguazzo, dato che in vita mia son sempre andato in direzione diametralmente opposta a quella della massa. E raramente me ne sono pentito.

  4. Bene ha detto:

    Manca fantasia, libertà di pensiero, libertà dagli schemi e c’è troppa paura in giro… mannaggia a noi … dove abbiamo sbagliato? Non sopporto tutti i discorsi sulla difesa dei confini, della famiglia tradizionale, delle radici cristiane, delle città dai rom ….difendersi difendersi…. invece di aprirsi a strade nuove a percorsi di accoglienza di idee e persone che non potranno altro che arricchire la nostra civiltà così incartapecorita e rinchiusa in sè stessa…..
    un’altra ragazza del secolo scorso…..

    • wwayne ha detto:

      Stai mettendo in un unico calderone situazioni completamente differenti. Se infatti la chiusura nei confronti degli stranieri è effettivamente un’occasione mancata di arricchimento della nostra civiltà, la chiusura nei confronti del nostro passato religioso invece porta non solo a non arricchire, ma addirittura a smantellare la nostra civiltà, perché di essa le nostre radici cristiane costituiscono le fondamenta. Le radici cristiane vanno difese per questo motivo, al di là delle convinzioni fideistiche.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Faccio parte di una famiglia tradizionale. Sono sposata da 36 anni, ho quattro figli… la famiglia è una buona istituzione, ma non è esente da pecche, a volte lievi, a volte molto gravi. Ma non è un contenitore buono per tutti gli usi, non lo è mai stato, del resto. Esistono altre forme di aggregazione, altri modi di vivere. Che diritto hanno questi “paladini della famiglia” di sbraitare contro chi fa scelte differenti? Che bisogno hanno di manifestare “in difesa della famiglia tradizionale”? Nessuno vuole distruggerla, e se negli ultimi tempi la famiglia è in crisi, non è certo perché improvvisamente sono saltati fuori i gay con la pretesa di vivere a modo loro ed essere riconosciuti dalla società. Questi gay, che pretese! E questi migranti, poi! Venire a disturbare in casa nostra!
    Vedo l’Europa (e l’Italia) come una società chiusa, arroccata, in difesa dei propri privilegi e dei propri pregiudizi.
    Bene, hai sentito cosa ha detto Kiko sugli uomini che uccidono le mogli? Mi dispiace pensare che ci siano persone, una volta attive e vivaci nella chiesa, che ora vanno dietro a personaggi del genere… 😉

    • wwayne ha detto:

      Sono contrario alla famiglia allargata, ma non sono omofobo. Anche in questo caso bisogna stare attenti a non mettere sullo stesso piano situazioni molto diverse.
      Per quanto riguarda Kiko, onestamente non sapevo neanche chi fosse. Mi son rivolto a Google, e ho scoperto che si tratta di un pittore dalla bocca larga che, come tutti quelli che parlano troppo, si è ficcato in un mare di casini (fonte: http://www.ilpost.it/2015/06/23/kiko-arguello-femminicidio/). Mi astengo comunque dal giudicarlo: prima di farlo dovrei leggere tutto il suo discorso, al fine di appurare se ciò che ha detto è effettivamente esecrabile o se invece si tratta di frasi innocenti che sono state decontestualizzate e strumentalizzate.
      Riguardo alla Chiesa, all’interno di un organismo così vasto è del tutto normale che ci siano delle personalità traviate e travianti. E’ una realtà inevitabile per qualsiasi organizzazione che coinvolga più di una manciata di persone.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Kiko è un pezzo grosso nella Chiesa, è il fondatore del Cammino Neocatecumenale, uno dei tanti movimenti di rinnovamento… o di restaurazione, a seconda dei punti di vista. Il mio strizzare l’occhio su questo personaggio era rivolto alla mia amica Benedetta, “lei sa perché”.

    • wwayne ha detto:

      Il Gattopardo ci insegna che rinnovamento e restaurazione, ben lungi dall’essere concetti antitetici tra loro, sono in realtà due facce della stessa medaglia. Il che, per un conservatore radicale come me, è una prospettiva molto consolante. 🙂 A presto! 🙂

  7. marisasalabelle ha detto:

    Siamo in disaccordo su molte cose, ma mi sei ugualmente simpatico e mi fa piacere scambiare idee con te. Alla prossima! 🙂

  8. bene ha detto:

    Il family day è una di quelle manifestazioni ” a difesa…” che non sopporto e non avevo sentito il discorso di Kiko …. ora sono senza parole…. non posso credere che le menti dei neocatecumenali siano così manipolate da non riuscire ad essere minimamente critiche…. che tristezza davvero … finché nella Chiesa le donne saranno relegate a fare catechismo o a pulire le sale parrocchiali invece che condividere la ministerialità con gli uomini non potremo capire cosa è davvero la parità di genere e il valore che ha…. sono allibita ….

  9. tramedipensieri ha detto:

    Condivido il tuo pensiero!

  10. semprecarla ha detto:

    1966, posso far parte del club delle sexy stagionate? Scherzi a parte. La donna del secolo scorso ha tanto da insegnare, dritte da regalare ed occhi che narrano di sentieri che qualcuno non avrà mai la fortuna di attraversare. Se ti dai ancora della vecchia non passo più a leggerti, CHIAROOOO? 😡

  11. Eisen ha detto:

    Io sono una ragazza del secolo presente , eppure credo in ciò che hai detto…
    Non credo sia questione di secolo, credo sia la gente che manda tutto a putt**e!

  12. marisasalabelle ha detto:

    Dico che sono una ragazza del secolo scorso perché è vero, sono nata nel 1955… più secolo scorso di così… e poi perché i valori in cui credo, ora come ora mi appaiono perdenti, datati. Il trend attuale è diverso, e io non ho la presunzione di essere nel giusto a dissentire: si va verso altre direzioni, direzioni che magari a me non piacciono, ma può essere semplicemente che io sia fuori tempo massimo, e che quelle che alla mia mente appaiono come sciagure siano semplicemente le premesse di un futuro che sarà diverso.

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