Valutati

Io poi ce l’ho con chi usa certe espressioni, spie del più vieto demagogismo. Cosa vuol dire “i docenti devono essere valutati”? Chi come me insegna da anni, non è forse già stato valutato a suo tempo? Mi sono laureata, ho vinto il concorso, ho superato l’anno di prova. Il mio lavoro è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno.
Ci sono i registri in cui viene annotata ogni cosa, ci sono gli elaborati degli studenti, depositati a pacchi nei polverosi armadi delle segreterie. Ci sono i consigli di classe, in cui ci si confronta tra colleghi e si parla coi rappresentanti degli studenti e dei genitori. Ci sono i colloqui con le famiglie, altri momenti in cui l’insegnante è sottoposto alla valutazione del genitore che va a parlare con lui. C’è il dirigente, che in ogni momento, se vuole, può chiamare il docente, gli può chieder conto del suo lavoro, può entrare in classe e assistere alle lezioni, può controllare se si presenta puntuale al lavoro, se svolge il programma, se corregge in tempi certi i compiti. C’è l’esame di stato, in cui commissari e presidente esterni vengono a valutare se i ragazzi sono preparati e, quindi, se i docenti hanno fatto bene il loro lavoro.
E poi ci sono gli opinionisti, i ministri e sottosegretari, gli utenti di facebook e i solerti commentatori dei quotidiani online che non fanno altro che giudicare il lavoro degli insegnanti, spesso senza neanche sapere di che cosa parlano. In verità, credo che ci siano pochi mestieri tanto sottoposti a una continua valutazione. Esistono insegnanti incapaci, impreparati o negligenti? Sta al dirigente usare i mezzi a sua disposizione per metterli in riga o, nel peggiore dei casi, per allontanarli. Anche senza bisogno dei “superpoteri” che la nuova riforma vorrebbe dargli. Noialtri, che lavoriamo onestamente e ci assumiamo ogni giorno la responsabilità di decine di bambini o ragazzi, lasciateci in pace, una buona volta.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Valutati

  1. wwayne ha detto:

    Abbiamo già discusso dell’argomento, e ricordo che in quell’occasione entrambi concordammo sul fatto che il mestiere dell’insegnante non si presta a venire valutato, perché sfugge all’oggettivazione. Mentre il lavoro manuale si presta facilmente ad una valutazione (se la macchina ricomincia a funzionare sei un buon meccanico, se il rubinetto non perde più sei un buon idraulico eccetera), per quello intellettuale un’operazione di questo tipo è praticamente impossibile. Di conseguenza, sono d’accordo con Lei quando scrive che chi tira fuori l’argomento lo fa non perché crede di poter riuscire a valutare gli insegnanti, ma per pura demagogia.
    Non è l’unica a pensare che l’esame di stato, valutando direttamente la preparazione degli studenti, indirettamente valuta anche la bravura dei professori. In questo mi permetto di dissentire: spesso l’alunno non è preparato perché non c’ha voglia, non perché il professore è inetto. Non metterei in discussione l’operato di un docente neanche se se un’intera classe si rivelasse impreparata, perché nella mia esperienza di tirocinio ho visto con i miei occhi professori bravissimi alle prese con classi formate al 100% da ragazzi svogliati.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, certo, so bene, non foss’altro che perché insegno da 36 anni… che i risultati degli studenti non sono attribuibili esclusivamente alla capacità del docente. Ma qualcosa dicono, in proposito. Un mio collega, che ha partecipato agli esami di Stato sia in veste di commissario interno che come membro esterno, poco tempo fa mi ha detto: “Tu difficilmente bocci i ragazzi, ma gli stai alle costole, li costringi a studiare e a fare bene, tanto che, all’esame, anche i più scarsi dimostrano di avere un minimo di preparazione nelle tue materie.” Questo è stato un grande complimento per me.

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