Un sabato mattina

Viene a casa per qualche giorno. Viene per vedere i genitori, apparentemente. In realtà viene per sostituire il piumone invernale, pesante, con una trapunta più leggera; per prendere alcuni libri e CD che gli servono; per incontrare gli amici, per spillare un po’ di soldi ai vecchi. Va nella sua ex camera e accende il computer; mette lo stereo a palla; suona la chitarra e canta a gola spiegata. La casa si riempie di vita; vengono gli amici, risuonano voci fino a tarda notte. Poi, un sabato mattina, si alza presto, si fa un caffè, prepara i bagagli sbadigliando. Spegne il computer, porta in cucina le tazzine di caffè e le bottiglie di birra che durante la sua permanenza si sono accumulate in camera, si mette a tracolla uno zaino e la chitarra, con la mano libera afferra un borsone. La madre l’accompagna alla stazione: accosta, lo guarda dallo specchietto mentre apre il baule dell’auto e si carica in spalla tutti i suoi bagagli. Richiude lo sportellone, fa un cenno con la mano, si avvia: la madre dà gas, riparte, e mentre torna a casa le scappa pure una lacrimuccia.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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