Cartongesso

Era da un po’ che pensavo di leggerlo, e quando la settimana scorsa l’ho visto sullo scaffale della biblioteca non me lo sono lasciato scappare: Cartongesso, di Francesco Maino, vincitore del Premio Calvino 2013, mi intrigava proprio. E ora che l’ho letto, anzi, divorato, perché è un libro che si deve leggere a rotta di collo, devo ammettere che le mie aspettative erano fondate. Non è un vero romanzo, è un’invettiva, una requisitoria, non per nulla il narratore-protagonista è un avvocato. Michele Tessari, nato e vissuto in Veneto, una terra devastata, snaturata, ormai priva di anima, dopo aver tentato vari mestieri si è rassegnato a fare l’avvocato presso il Tribunale di Venezia, ed è arrabbiato con tutti, con chi ha distrutto il Veneto e l’Italia, con gli industriali, la piccola borghesia arricchita, la classe politica, gli avvocati, gli speculatori… non risparmia nessuno, Michele Tessari, e soprattutto non risparmia se stesso. È un libro scritto in una lingua magnifica, che corre e trabocca come un fiume di parole infuocate.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Cartongesso

  1. wwayne ha detto:

    Io invece negli ultimi giorni ho letto 2 romanzi di fantascienza scritti da italiani e ambientati in Italia.
    Come si intuisce dal titolo, “L’ultimo diario” di Marco Greganti è strutturato in forma diaristica: la protagonista e redattrice dell’immaginario diario è una ragazza romana, Arianna, che nelle prime pagine ci parla della sua normale vita di studentessa liceale.
    Poi succede una cosa inquietante: a Roma comincia a circolare una grande quantità di granchi. All’inizio lei e i suoi compagni di classe non ci danno troppo peso, anzi addirittura vedono l’invasione di quei piccoli crostacei come un evento folkloristico.
    Poi questi granchi diventano sempre più grandi e distruttivi, fino a demolire completamente la città. A quel punto il libro da young adult diventa post – apocalittico: un brusco cambio di tono che l’autore regge benissimo, dimostrando una grande versatilità e bravura in entrambi i generi.
    “Cronache dalla seconda guerra dell’acqua” di Marco Ursano invece è ambientato a Bari. Lo scrittore immagina che, a seguito di una grave scarsità d’acqua, la demagogia della Lega Nord abbia fatto una tale presa sull’elettorato da farla diventare il primo partito. Appena sale al potere, subito l’Italia si divide in 2 parti, Nord e Sud, che sono (come si intuisce dal titolo) in guerra tra loro. La trama si focalizza in particolare sull’assedio di Bari, di cui la Lega controlla soltanto una parte.
    La Lega Nord non è mai nominata esplicitamente (almeno non nelle 90 pagine che ho letto finora), ma si capisce benissimo che il partito al potere è quello, dato che ad assediare Bari c’è l’Esercito Padano.
    Del libro di Ursano mi piace non soltanto il contenuto, ma anche lo stile di scrittura: infatti ad ogni capitolo cambia la prospettiva da cui la storia è raccontata (primo capitolo narrato dal punto di vista dei leghisti, secondo dal punto di vista dei baresi, dal terzo nuovamente i leghisti eccetera), e questo ci dà modo di avere un quadro completo della situazione, oltre che di penetrare in profondità la psicologia di tutti i personaggi. Davvero un autore di grande talento e fantasia.

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