Melancolia della resistenza

In una delle mie ultime incursioni in biblioteca mi è capitato di pescare un libro di cui non avevo mai sentito parlare: Melancolia della resistenza. Il suo autore, di cui ugualmente non avevo mai sentito parlare, sicuramente per mio difetto, è ungherese e ha un nome particolarmente difficile da scrivere e, penso, da leggere: si chiama László Krasznahorkai.
I miei alunni mi hanno chiesto, stamattina: «Professoressa, come sceglie i libri da leggere?» Eh! A volte vada dritta all’obiettivo, cerco un’opera di cui ho sentito parlare, di cui conosco l’autore, di cui ho letto una recensione… Altre volte mi lascio guidare dal fiuto: il titolo, la copertina, le informazioni fornite dal risvolto, qualche frase letta qua e là.
Insomma, questa Melancolia della resistenza mi ha incuriosito. E mi sono trovata davanti a un romanzo sorprendente. Siamo in una imprecisata città dell’Ungheria, in un’epoca imprecisata, salvo il fatto che il libro è del 1989. Una signora affronta un viaggio in treno stretta e pigiata tra una folla che le sembra ostile; uno strano circo arriva in città per esibire un’immensa balena imbalsamata; un intellettuale depresso passa le sue giornate a letto mentre un giovane stralunato si prende cura di lui; personaggi loschi, venuti da chissà dove, provocano una rivolta e una donna ambiziosa e cinica riesce a impadronirsi del potere grazie al suo Movimento per la Pulizia e l’Ordine. Il tutto raccontato con un linguaggio estremamente suggestivo.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Melancolia della resistenza

  1. wwayne ha detto:

    Io ultimamente per le mie letture mi sono lasciato guidare dalle recensioni letterarie di questa youtuber:

    Talvolta parla di libri troppo “giovanili” per me, ma in linea generale tendo a dare fiducia ai suoi consigli. E poi è troppo simpatica! 🙂

  2. marisasalabelle ha detto:

    Se sono troppo giovanili per te, figurati per me!

  3. marisasalabelle ha detto:

    Dici? Pensavo fosse roba da ragazzini…

    • wwayne ha detto:

      I due che ho letto (Cercando Alaska + Città di carta) sono dei romanzi di formazione, quindi sicuramente i ragazzini ci si possono riconoscere più facilmente; a mio giudizio però sono molto godibili anche per un pubblico adulto. Prima o poi dovrò leggere anche il libro che l’ha fatto esplodere, Colpa delle stelle. Se lo leggo, Le farò sapere! 🙂

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