Una legge così bella

Forse sarà perché sono una dipendente pubblica. Già, dev’essere per quello. Ma provo un insopportabile fastidio ogni volta che sento o leggo parole che invocano il licenziamento dei dipendenti pubblici.
«A casa! A casa fannulloni! È finita la cuccagna!»
Queste e altre amenità infestano la rete. Commenti agli articoli sui quotidiani, post su facebook, oltre alle immancabili chiacchiere al bar e per la strada. Pare che tutti gli italiani non stiano nella pelle al pensiero di vedere gli odiati statali col culo per terra: e pare, anche, che l’Italia debba rinascere a nuova vita, una volta che si sia sbarazzata di tutti i fannulloni.
Non voglio portare nessun argomento ragionevole contro questa smania che sta contagiando tutti e che ha ripreso vigore col varo del famigerato Jobs act. Una legge così bella che non si capisce perché il Premier si stia affannando a proclamare che gli statali ne sono esclusi, né perché i cittadini protestino rumorosamente:
«Eh no! Se deve valere per i privati, deve valere anche per i dipendenti pubblici! Troppo comodo se no, per gli statali! Esclusi dal Jobs act!»
Mi devo essere persa qualche cosa. Il Jobs act non era una legge che avrebbe spalancato le porte ai giovani in cerca di lavoro? Non avrebbe aperto praterie a tutti coloro che hanno bisogno di lavorare? E com’è che ora viene percepita come una legge sul licenziamento?
«Eh no! Applicatela anche a loro, quei fannulloni degli statali! Tutti a casa!»
Che poi, vorrei dire sommessamente: a partire dalla Legge Brunetta sul pubblico impiego, anno 2009, anche noi statali siamo licenziabili. Non c’è bisogno del Jobs act.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Una legge così bella

  1. tramedipensieri ha detto:

    E co! Finalmente una lancia a favore!!
    A me quel che mi da fastidio é generalizzare sempre e comunque. Dividere le professionalitá in categoria…mettere le persone l’une contro le altre e non si rendono conto che sono presi per il naso tutti quelli che pensano che gli statali siano solo quelli che non fanno niente…
    Tra fli statali ci sono sicuramente quelli che non fanno niente ma il piú delle volte é perché sono stati messi nelle condizioni di non fare.
    Perché fare significa dare fastidio a qualche politico e suo dirigente.

    Regoliamo e rendiamo trasperente la pubblica amministrazione…ma non iniziamo dal basso.
    Piuttosto si faccia che i dirigenti svolgano regolare concorso e non accedano su nomina politica…
    Allora si che forse qualcosa cambierebbe!

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te. Questa avversione contro i dipendenti pubblici è stata montata ad arte da ben noti esponenti politici (ricordo le tirate di Brunetta) e cavalcata dalla gente comune che non si rende conto che dipendenti pubblici sono gli insegnanti dei loro figli, gli infermieri e i medici che curano i loro vecchi in ospedale, i tanti sconosciuti travet che lavorano nell’interesse comune e tengono in vita il sistema con le loro tasse, prelevate alla fonte e quindi inevadibili.
    Poi, certo, conosco anch’io tanti fannulloni, ma non è che nel privato non esistano… e la responsabilità principale è di chi dirige, di chi deve far rispettare le regole ai suoi sottoposti.
    Poi, una cosa che veramente non sopporto è questo linguaggio così supponente: “puniremo i fannulloni”. O bravo paparino!

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