Giapponesità

Ci sono degli autori giapponesi intrisi di cultura occidentale, che nelle loro opere parlano di Beethoven, di Mozart, di Kafka o di Rimbaud, autori i cui personaggi vivono in una metropoli come Tokyo e vestono, agiscono, consumano come dei perfetti europei, e tu sei lì che quasi ti rammarichi per quella omologazione che sembra appiattire ogni diversità, quando ti accorgi che in quei romanzi, appena sotto la superficie, serpeggia un qualcosa che non riesci a definire se non col termine “giapponesità”. Personaggi silenziosi e riservati, che parlano coi gatti o con le pietre, che comunicano coi loro amici defunti attraverso un antiquato registratore a cassette o si calano in pozzi profondissimi perché hanno bisogno di riflettere sulla propria vita. Ho trovato questi elementi nei romanzi di Murakami, un autore che piano piano, romanzo dopo romanzo, mi ha sedotto, introducendomi in quel suo mondo misterioso e garbato; li ho trovati nei cartoni che vedevo alla tele coi miei figli quando erano piccoli e credo che siano presenti nei film di animazione del grande Miyazaki, che non ho visto ma che mi riprometto di vedere. E li ho ritrovati nel romanzo che ho letto in questi giorni, Il bambino scambiato di Kenzaburo Oe.
Il protagonista, Kogito (un nome che mi sembrava tipicamente giapponese, fino a quando non ho scoperto che gli era stato imposto in onore di Cartesio) è un grande scrittore, insignito del Premio Nobel: mentre sta ascoltando delle audiocassette che suo cognato Goro gli ha spedito si appisola per un momento, e proprio in quel momento sua moglie irrompe nel suo studio per dirgli che Goro si è suicidato. Turbato dalla notizia, Kogito decide di fare chiarezza su vicende che risalgono alla giovinezza sua e del cognato, dialogando con lui attraverso il vecchio registratore che ha soprannominato Tagame. In questo percorso, grazie al quale Kogito recupera il proprio passato e quello dell’amico-cognato perduto, si intrecciano le vicende di un’intera famiglia, mentre gli autori amati, Kafka, Rimbaud, l’illustratore Maurice Sendak, aiutano lo scrittore e sua moglie fornendo loro una chiave interpretativa di ciò che è accaduto in anni lontani.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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