Compiti per le vacanze

«Allora, ragazzi, buone vacanze, divertitevi e riposatevi. Ci vediamo il 7 gennaio!»
«Professoressa, e i compiti?»
«Niente compiti, le vacanze sono vacanze. Auguri a tutti!»

Quando facevo il ginnasio, il primo giorno delle vacanze di Natale aprivo il diario su cui avevo annotato i compiti che i vari insegnanti ci avevano assegnato: capitoli di storia e geografia da studiare, letture dalla nostra antologia di italiano, due o tre capitoli dei Promessi Sposi da leggere e riassumere, esercizi di francese e matematica, ma soprattutto una marea di esercizi di latino e greco. Contemplavo le pagine del diario fitte di indicazioni (esercizi 1, 2 e 3 a pagina 161, esercizi 4, 5 e 6 a pagina 258, capitolo 11, paragrafo 7, frasi da 1 a 50…) e dicevo a me stessa: Non ce la farò mai a finirli tutti, nemmeno se dovessi lavorare otto ore al giorno, compreso Natale e Capodanno. In realtà, in un modo o nell’altro poi ce la facevo, ma è in ricordo dello scoraggiamento che mi prendeva alla vista di quell’elenco interminabile che non do mai compiti per le vacanze ai miei studenti.

Con tutto questo, trovo stucchevole la discussione che da vari giorni imperversa in rete: compiti a casa, sì o no? Io non sono una che “carica” e, come ho già detto, per le vacanze non do mai nulla. Tuttavia, mi sembra che abbia torto chi sostiene che l’impegno dei ragazzi debba esaurirsi alle ore di lezione e che sia sbagliato oltreché classista assegnare compiti e lezioni. Si tratta innanzitutto di distinguere tra diversi gradi di scuola e tra lezioni a tempo pieno o solo antimeridiane; almeno per quanto riguarda la scuola secondaria, sono convinta che le ore del mattino non possano bastare a garantire un buon apprendimento. Ci sono materie che necessitano di esercizi frequenti: matematica, inglese, latino nei licei… Senza un esercizio costante non si impara a tradurre, non ci si impadronisce di regole, non si apprende ad applicarle. Ci sono materie che necessitano di uno studio individuale: senza studio non si imparano la storia, il diritto, la filosofia. Lo stesso è per le materie tecniche negli istituti come quello in cui insegno. Se devi imparare a programmare devi fare esercizio, devi provarci e riprovarci. Le ore del mattino non bastano. Infatti al mattino c’è da spiegare i nuovi argomenti, solo un poco di tempo può essere dedicato agli esercizi in classe. Certo, i ragazzi potrebbero studiare o fare gli esercizi durante le ore in cui i loro compagni sono interrogati, e qualcuno lo fa, ma si tratta comunque di tempi limitati. Insomma, ragazzi, se volete imparare, una parte del pomeriggio la dovete dedicare allo studio e ai compiti, non ce sta nient’a fa’!

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Compiti per le vacanze

  1. mapiova ha detto:

    Che bello quando gli insegnanti si ricordano di essere stati studenti!!! 🙂

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