Gli affari propri

Assemblea d’istituto: i ragazzi sono assiepati in auditorium, e noi prof, chi non ha il turno di sorveglianza, ce ne stiamo assiepati in sala insegnanti. Per me che sto sempre in succursale e raramente vado in sede è l’occasione per abbracciare colleghe e colleghi che non vedo da settimane. Esauriti i saluti e lo scambio di informazioni sui soliti temi (le classi che vanno peggiorando di anno in anno, i figli che fanno confondere, i genitori, per chi ce li ha, sempre più vecchi e malandati) mi apposto in un angolo col mio pc. Ecco che arriva il collega Mario che vorrebbe dare un’occhiata al mio giornale, visto che non lo sto leggendo. Ma certo, gli dico con un sorriso, e continuo a trafficare in rete, ma arriva Sandro che vuole a tutti i costi raccontarmi due barzellette. Odio le barzellette, ma per non sembrargli scortese le ascolto e rido doverosamente al termine di ognuna. Rodolfo mi si mette alle spalle e sbircia nello schermo del mio computer:
«Sei su facebook?»
«Sì.»
«Ah, ma è una gran perdita di tempo! Tutto il giorno in mezzo a ‘ste cavolate…»
«Hai ragione» ammetto «cerco di non farmi colonizzare.»
«E poi c’è da stare attenti, non si sa che gente s’incontra…»
«Lo so, lo so: sono prudente.»
«Scommetto che hai scritto un romanzo.»
«Ehm…»
«Molte persone, specialmente donne, arrivate a una certa età, si mettono a scrivere romanzi, prevalentemente autobiografici…»
Pensandoci, la solitudine della succursale, dove in sala insegnanti non ci sono mai più di tre o quattro persone che si fanno rigorosamente gli affari propri, non è poi così male.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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6 risposte a Gli affari propri

  1. wwayne ha detto:

    Del Suo post mi ha colpito in particolare questo passo:
    ” Odio le barzellette, ma per non sembrargli scortese le ascolto e rido doverosamente al termine di ognuna.”
    Mi ha fatto venire in mente un’ospitata di Gianna Nannini a Quelli che il calcio. Il Trio Medusa mandò in onda un video comico: non era molto divertente, ma l’educazione avrebbe imposto che la Nannini si mostrasse divertita da quelle gag. Non solo per educazione, a dirla tutta, ma anche per rispetto della professionalità dei comici in questione.
    Ebbene, la Nannini si dimostrò di una maleducazione e di un’insensibilità uniche: rimase completamente impassibile, e quando il Trio Medusa insistette nel volerle strappare una risata lei replicò acidissima: “Ma l’avete fatto voi quel video?”
    Riguardo invece agli incontri rischiosi che si fanno sul web, Le dirò che dopo 6 anni di blogging la mia posizione si sta ammorbidendo. Se fino a qualche anno fa ero convinto anch’io che le frequentazioni via Internet (tutte, indistintamente) fossero estremamente pericolose, adesso invece credo che la pericolosità dipenda dai luoghi virtuali che frequenti. Qui su WordPress, ad esempio, ho trovato una gran quantità di persone antipatiche, ma di gente pericolosa o anche solo equivoca ne ho vista veramente poca.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Slu web è come per la strada, sul lavoro, e persino a casa propria… Credo che, per una persona adulta, il rischio di trovare persone che possano farle del male via internet sia inferiore a quello di trovarne nella vita cosiddetta reale. Diverso discorso per i minori…

    • wwayne ha detto:

      Certo, in molti casi i minori non hanno ancora sviluppato un adeguato senso del pericolo, e quindi mettergli in mano un computer è criminale. Non a caso il mio primo pc lo ebbi a 18 anni. I minori non devono navigare, o devono navigare soltanto se assistiti da un adulto. Grazie per la risposta! : )

  3. RobySan ha detto:

    Come sarebbe a dire “arrivate a una certa età”? Cafone!

  4. marisasalabelle ha detto:

    È quello che ho pensato anch’io…

  5. marisasalabelle ha detto:

    Solo perché lui è di qualche centinaia d’anni più giovane di me…

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