Un boccone

I figli se ne vanno di casa, si sa, è una legge di natura. E non sarò certo io a piangerci su. Basta con l’accudimento della prole, finalmente un po’ di pace e tempo per me. Basta coi loro piatti preferiti, con la loro fame insaziabile e gli spuntini notturni, basta con i cumuli di panni da lavare e per favore mamma se puoi stirarmi quella camicetta. Basta con mutande appallottolate sotto il letto, piatti sporchi nell’acquaio e tazzine da caffè da recuperare in tutta la casa. E quindi, cosa ci faccio seduta sul letto di mia figlia, con un calzino in mano, a contemplare gli ultimi residui della sua permanenza in questa casa (l’impronta dei poster staccati dal muro, pochi libri scartati rimasti sulla mensola, un sacco della spazzatura pieno di abiti smessi) con lo sguardo fisso nel vuoto e un boccone in gola che non va né su né giù?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Un boccone

  1. speranzah ha detto:

    I primi giorni sarà così, poi apprezzerai veramente tutto quello che hai scritto nelle prime righe. Intanto ti arrivi un abbraccio

  2. marisasalabelle ha detto:

    Ah, ma sono una veterana nel ramo! Sono come quel personaggio di John Fante che diceva alla moglie “Fuori uno, dentro tre!”, poi “Fuori due, dentro due!” e così via, man mano che i figli se ne andavano da casa…

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