I programmi

Dice il buon Matteo: «E sugli argomenti da insegnare, su quelli che ai miei tempi si chiamavano (fa una graziosa smorfia e pronuncia la parola con un vocione da paura) “i programmi”, ogni studente, insieme alla sua famiglia, ai suoi amici, alla sua associazione ci dica di che cosa vuole parlare nella scuola italiana!»
Dunque ragazzi, il 15 settembre, entrando in classe, invece di dirvi «Quest’anno parleremo del Medioevo in Europa, dell’arte e della letteratura, cercheremo di capire com’è nato lo Stato moderno, leggeremo poesie di Giacomo Leopardi e di Eugenio Montale» vi dirò: «Bene, ragazzi, di che cosa volete che parliamo, quest’anno?»
E se mi proporrete la biografia di Diego Armando Maradona, l’analisi degli ultimi episodi di True blood e la visione dell’opera omnia di Bud Spencer e Terence Hill, giuro che vi darò ascolto!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a I programmi

  1. wwayne ha detto:

    Sono d’accordo, gli studenti non devono avere voce in capitolo riguardo al programma dell’insegnante. Non tanto perché, come sottolinea ironicamente il Suo post, proporrebbero argomenti inadeguati, quanto piuttosto perché, se sono loro a dettare l’agenda al docente, si perde il rispetto dei ruoli. Sarebbe come se un sergente chiedesse ai suoi soldati quali esercitazioni preferiscono fare quel giorno, o come se un allenatore chiedesse ai suoi giocatori con quale modulo preferiscono schierarsi in campo. Un leader che lascia eccessiva libertà di manovra si delegittima da solo, e fa sprofondare nell’anarchia il gruppo che deve gestire.
    Comunque, anche da libri e film considerati di scarso rilievo culturale è possibile imparare molto. Prendiamo per esempio i film di John Wayne. Questo attore interpretava sempre lo stesso personaggio, il duro e puro che mantiene una condotta onesta a qualsiasi costo. Subiva degli svantaggi per la determinazione con cui difendeva i suoi valori, e sapeva benissimo che abbandonandoli ci avrebbe guadagnato; tuttavia lui non si lasciava tentare, non prendeva in considerazione nemmeno per un secondo l’ idea di venir meno alla propria coscienza.
    Ebbene, il fatto che alla fine John Wayne venisse premiato per la sua onestà, il fatto che alla fine di ogni suo film il bene vincesse sul male era estremamente educativo: insegnava allo spettatore che comportandosi correttamente potrà avere degli svantaggi nel breve periodo, ma a lungo termine verrà ricompensato, e la fatica che ha durato per mantenere la sua integrità non andrà sprecata.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Quasi ogni argomento può prestarsi degnamente all’attività didattica, ma ad alcune condizioni: una, che l’insegnante sia almeno un po’ competente (okay, possiamo anche fare una puntatina in ambiti che non ci sono familiari, impariamo tutti insieme, noi e i ragazzi, ma solo in rare occasioni), due, che l’insegnante abbia un’idea di dove vuole andare con la sua classe, anche prendendo a pretesto un argomento occasionale e non curricolare. Per il resto, dire “facciamo scegliere ai ragazzi” è pura demagogia.

    • wwayne ha detto:

      E la demagogia è un ambito in cui il caro Renzi è cintura nera. Peccato che il suo rivale Grillo scenda perfino più in basso, perché alla demagogia preferisce il populismo. John Wayne li avrebbe riempiti di piombo tutti e due. 🙂 Grazie per la risposta! 🙂

  3. tramedipensieri ha detto:

    ….e di cucina? Se ne può parlare? Di come preparare gelati, ad esempio 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Ma di qualunque cosa piaccia agli studenti, alle famiglie e alle loro associazioni! Così, se per esempio uno studente ha una mamma o una sorella ghiotta che ama i gelati…
    A parte gli scherzi: non dove insegno io, ma all’Istituto Alberghiero se ne parla e non solo, si cucina e si mangia! E anche molto bene…

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