Il pacco

E alla fine è arrivato anche l’ultimo giorno degli esami, interamente dedicato alle scartoffie. Sì, certo, è stato anche il giorno degli scrutini, ma si è trattato di una pura formalità: con la tabella dei crediti, il punteggio delle prove scritte e il voto assegnato al colloquio orale ogni candidato è scrutinato in tempo reale, al termine della sua performance. L’ultimo giorno dunque serve solo a stampare i verbali, che sono stati compilati quotidianamente, il registro degli esami, il tabellone coi risultati e mille altre carte che la normativa impone di produrre. Ci sediamo intorno al tavolo e ci passiamo tutti gli incartamenti per firmarli: tutti devono firmare tutto, il presidente deve controllare e ricontrollare.
«Manca una firma qui!»
«Ce n’è una di troppo su questo documento!»
«E questo foglio cos’è?»
«No, sono appunti miei, lascia…»
Infine, quando ogni modulo, incartamento, certificato è stato vagliato con attenzione, arriva il momento del pacco. Si prende un grande foglio di carta marrone, ci si mettono sopra le buste con le prove scritte, le schede dei colloqui, i verbali di ogni seduta… e poi…
«Questo foglio va messo dentro?»
«Per carità! È il verbale della consegna del pacco, lo deve firmare il vicepreside!»
«E questo?»
«Il tabellone? Una copia dentro, una va affissa fuori…»
Quando siamo ben certi di aver messo dentro tutto quello che va messo dentro e lasciato fuori tutto quello che va lasciato fuori, ci vuole qualcuno che sappia chiudere il pacco e legarlo con lo spago: non io, che non so confezionare neanche i regali di Natale. E finalmente arriva il momento che tutti aspettavamo: il presidente fruga nella scatola della cancelleria e tira fuori una stecca di ceralacca. La collega di inglese si procura un bicchierino di plastica con un po’ d’acqua, diritto fruga in borsa alla ricerca dell’accendino, impianti corre in segreteria a prendere il timbro di metallo: ce n’è uno solo nella scuola e bisogna accaparrarselo prima che lo trafughino le altre commissioni.
Tocca al presidente scaldare la ceralacca alla fiamma dell’accendino e farne cadere qualche goccia sullo spago che lega il pacco. Topografia tuffa il timbro nell’acqua e lo schiaccia con forza sulle gocce di ceralacca: ci tiene a sigillare di persona il plico, per evitare gravi irregolarità che comprometterebbero irrimediabilmente gli esiti dell’esame di Stato.
Ecco, ora che il pacco è sul tavolo, legato e sigillato a dovere, con decine di firme sparse su tutta la sua superficie, ce ne stiamo accasciati sulle seggioline di formica, in attesa che arrivi il vicepreside e lo prenda in consegna. Non sembra vero, ce l’abbiamo fatta anche quest’anno.

Annunci

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario, scuola e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il pacco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...