Andrà tutto bene

Oggi la commissione fa una pausa: il presidente deve testimoniare a un processo sportivo, un impegno fissato da tempo, non può farne a meno. Così decido di fare una scappata alla mia scuola per vedere che fanno i miei ragazzi. Mi fermo a leggere i tabelloni appesi alla porta d’ingresso: ci sono i voti delle prove scritte, il calendario degli orali. Hmm. I voti di Giacomo sono quelli che mi aspettavo, Luca ha fatto sorprendentemente bene, Dario invece… mi aspettavo di più, da lui. Entro nell’atrio e già ne incontro alcuni: Giorgio ha appena dato l’orale, ho finito, mi urla, felice, Stefano invece sarà interrogato domani, è teso, Piero approfitta della mia presenza per chiedermi delucidazioni sull’impresa di Fiume.
«Il trattato di Rapallo, eh? E com’è andata, poi, a D’Annunzio? Chi è che l’ha fatto andar via da lì? E Fiume? A chi l’hanno data, poi?»
Riassumo pazientemente la vicenda, pensando a quante volte ne abbiamo parlato durante l’anno scolastico, a quante volte l’ho chiesta in interrogazione, senza contare che sul loro libro… sul libro c’è scritto tutto, insomma. Ma non faccio commenti: non è il momento, ora, di battutine acide.
Arrivo al primo piano, fuori dall’aula della commissione vedo ragazzi in crocchio a chiacchierare, alcuni appoggiati al muro, alcuni seduti sugli scalini, altri accasciati per terra, stremati. Si accorgono di me e mi vengono incontro, ognuno deve dirmi qualcosa, un’ingiustizia che ha subito, un’ansia che lo attanaglia, un dubbio. Vedo Simone, solo, in disparte, e già capisco che è terrorizzato.
«Allora, quando tocca a te?»
«Sono l’ultimo della mattinata, prof.»
«E come ti senti?»
«Malissimo, prof. Agli scritti ho preso poco… ho paura di non farcela.»
«Quanto ti manca per arrivare a 60?»
«18 punti.»
«E di che ti preoccupi, allora? Senti, gli sussurro con voce suadente, ti ricordi di quando eravate in terza, e a ricreazione accendevate lo stereo e ballavate latino americano? E di quella volta che siamo andati alla conferenza sulle fonti di energia e per la strada abbiamo cantato Azzurro? E ti ricordi di quella volta che mi hai fatto incazzare di brutto e ti ho detto Simone, hai vent’anni compiuti e ti comporti ancora come un deficiente?»
Si ricorda, e gli scappa un sorriso.
«E allora, di che ti preoccupi. Andrà tutto bene.» gli dico, e mi sento come un personaggio di un telefilm americano.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a Andrà tutto bene

  1. tramedipensieri ha detto:

    …che “mamma” che sei… !
    LOL

  2. Marco ha detto:

    Post da brividi… brava! Come sempre.
    Ah, il telefilm citato è mad men e il personaggio in questione è il grande Don Draper…

  3. sds ha detto:

    è contenta della sua classe?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Insomma… avrebbero potuto fare di più, come dicono sempre le prof.
    E tu (se sei chi credo che sia) sei contento della tua prof?

  5. sds ha detto:

    beh certo prof 🙂 è un dispiacere averla salutata

  6. marisasalabelle ha detto:

    Torna a trovarmi! Ti aspetto… 🙂

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