Francesca

Francesca è una poetessa. Io la conosco fin da quando era una ragazzina. Non bisogna lasciarsi trarre in inganno dalla sua apparenza di bambina, dai suoi vestiti colorati, dai suoi stivaletti scamosciati da folletto. La sua voce argentina ha una potenza rara, le sue parole sono scandite con decisione. Mi piace ascoltarla leggere i suoi testi, perché il modo in cui pronuncia i versi e le singole parole arriva dritto al segno. Parla di posti freddi e lontani, terre del nord Europa e piccoli paesi dell’Appennino, dove si aggirano vecchi, bambini, animali e creature dei boschi. Parla di casa, cortile, orto, giocattoli. L’infanzia che evoca non è nostalgica o sdolcinata, non è rimpianto di un’età dell’oro perduta, ma luogo oscuro, misterioso, territorio di guerra che ogni bambino deva attraversare. Come Alice, la bambina Francesca diventa grandissima e piccolissima, ha a che fare con adulti arroganti e minacciosi, precipita giù giù giù fino in fondo alla tana del coniglio.
Francesca Matteoni, Nel sonno. Zona editrice.

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Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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