#libro

Sulla pagina facebook di Ioscrittore, il famoso torneo letterario bandito dal gruppo editoriale GeMS, è stata posta una domanda:
«A tutti è capitato almeno una volta, ai tempi della #scuola, di dover leggere un #libro che proprio non ci andava giù. Qual è stato il tuo? Lo rileggeresti ora?»
In molti, tra gli aspiranti scrittori che bazzicano quel profilo, hanno risposto: trascrivo qualche esempio.

Proust: Alla ricerca del tempo perduto. Non credo.
Manzoni, superato…
Il giovane Holden, non lo rileggerei.
Tutte le inutili poesie imparate a memoria… quanto tempo perso.
I Malavoglia … Ma proprio non ci tengo a fare il bis!
Promessi sposi. Rileggerlo? Mi dovrebbero prima minacciare di sciogliere nell’acido, ma anche in quel caso dovrei pensarci.
I promessi sposi e le tre cantiche di Dante. Infernali ambedue. E chi ci ritorna lì?
I promessi sposi!!
La coscienza di Zeno e i Malavoglia! Non li leggerei più!
La coscienza di Zeno. Mai più in vita mia.
I Promessi Sposi. L’ho riletto. E dopo aver letto anche Il conte di Carmagnola e l’Adelchi ho capito che per quanto mi riguarda Manzoni è la cosa peggiore di tutta la letteratura italiana.
I Malavoglia. Pesanteeeeee…

Be’, che dire? Non si salva nulla: non dico di ciò che propone la scuola, ma dei classici e della letteratura tutta. Quindi, è meglio che la gente come me cambi mestiere…

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a #libro

  1. ninjalaspia ha detto:

    quadro decisamente sconcertante … :-/

  2. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo almeno che loro scrivano capolavori migliori…

  3. tramedipensieri ha detto:

    I promessi sposi. Letto e fatta analisi di tutti i personaggi.
    Solo dopo aver fatto l’analisi dei personaggi ho compreso il libro. Ma perché “dovevo”. Ha sempre cozzato come il “dovere”…una repulsione a prescindere.
    Non l’ho riletto e non ho intenzione di rileggerlo 😦

    Mi rendo conto che per certi versi è ancora attualissimo..ma…no, ancora non passa il senso di costrizione.

    Per tutti gli altri su elencati li rileggerei volentieri, soprattutto la Coscienza di Zeno.

    ciao
    .marta

  4. pistoiaingiallo ha detto:

    I libri a scuola sono un’ossessione, tutt’altro che magnifica. E molti, moltissimi insegnanti, forse, farebbero meglio a cambiare mestiere.
    Detto questo, alle superiori, la professoressa Pezzopane ci parlava dei romanzi che ci dava da leggere, come un goloso avrebbe descritto una torta irresistibile. Ci anticipava alcuni piccolissimi particolari che lei aveva amato e, in qualche modo, quella passione forte che albergava in lei, ci veniva trasmessa. Amavo i “suoi” libri ancora prima di leggerli, per osmosi.

  5. marisasalabelle ha detto:

    La questione delle letture scolastiche è annosa e mai risolta, forse irrisolvibile. Molti dicono “se i classici non sono amati, se le persone non leggono è colpa della scuola che fa odiare la lettura”, ma a me è sempre sembrata un’accusa ingiusta.
    La scuola propone opere da leggere, da gustare, da capire, è il suo lavoro: se non ci pensasse la scuola, molte opere sarebbero sconosciute ai più. Può anche darsi che sarebbe meglio, dipende dai punti di vista. In ogni caso è forse troppo pretendere che l’insegnante col suo tocco magico riesca a far amare la lettura a tutti: ci sarà chi la amerà ma anche chi la detesterà, come c’è chi detesta il cinema o le passeggiate in montagna.
    La scuola deve obbligare a leggere certi autori? Che domanda. Deve obbligare a imparare la storia o i teoremi di matematica? Vediamo il rovescio della medaglia: forse, costretto ad avvicinarsi a Leopardi o a Balzac, qualche studente se ne innamorerà…

    • nonseinegato ha detto:

      Io mi domando: si impara ad apprezzare la letteratura grazie alla scuola o malgrado la scuola? Naturalmente anche in letteratura c’è un programma ma mi sembra che ad appassionarsi alla letteratura dei classici che io tanto amo siano soprattutto ragazzi che li leggerebbero comunque anche se non fossero costretti. Ed è innegabile che gli autori insegnati a scuola spesso siano molto poco apprezzati rispetto a quelli che non vengono studiati – mi chiedo se questo sia un semplice effetto della costrizione o una conseguenza del modo in cui la materia viene insegnata.
      Enrico

  6. Giampaolo Gombi ha detto:

    Sappimo che il confine tra l’odio e l’amore è molto labile. Quindi che si odiino pure certi libri letti a scuola, ma poi, nell’età della ragione… E disapprovo chi dice che le poesie a memoria sia un inutile esercizio: certi versi albergano nella mia mente e spesso vi ricorro, sorprendendomi della loro bellezza… “Nella torre il silenzio era già alto…”, “La signora Lucia, da la cui bocca, tra l’ondeggiar dei candidi capelli..” “Siete voi qui, ser Brunetto?” ecc. ecc.

  7. Giampaolo Gombi ha detto:

    Oops… Sappiamo…

  8. marisasalabelle ha detto:

    Molti reduci dei campi di concentramento hanno raccontato di essersi mantenuti vivi recitando a memoria poesie che amavano

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