Confuso

Oggi correggo i compiti sulla Divina Commedia. Analisi del testo, una tipologia da esame di stato. Di solito rappresentano una ciambella di salvataggio per molti studenti, perché sono abbastanza semplici, perché propongo brani che abbiamo letto e straletto in classe, perché tutto sommato la Divina Commedia riesce ancora a far presa anche sugli alunni più svogliati. E i voti generalmente sono discreti.
Mi dispongo quindi al mio lavoro con animo fiducioso, e pesco dal mucchio il compito di Davide. Non ha un bell’aspetto, tutto stropicciato com’è, pieno di cancellature e macchie, di asterischi e frecce che mi mandano di qua e di là come in un percorso a sorpresa. Ma sono ottimista: Davide ce la deve fare, questa volta. Leggo per prima cosa il riassunto del brano che gli ho proposto: noto qualche accento mancante o superfluo, qualche virgola fuori posto, la mano corre alla penna rossa ma io la tengo sotto controllo: qualche piccolo segno discreto, non brutti fregacci, sono piccoli errori di distrazione, refusi, non compromettono la leggibilità del testo, e in fondo, il brano l’ha capito, no? E l’ha saputo riassumere… invece che cinquanta parole ne ha usate 83, devi migliorare la tua capacità di sintesi, gli scrivo in calce.
Vediamo la parafrasi: be’, la parafrasi è difficile, certo se si fosse esercitato a casa… lasciamo stare: ha preso un paio di cantonate, ma il senso c’è, dai.
Passiamo alle domande. Ascolta, dico rivolta al foglio, alle domande mi devi dare risposte persuasive, d’accordo? La vuoi la sufficienza o no? E allora, perché hai scritto che Francesca da Rimini è “bella fuori e pulita dentro”? Non ti sarai mica confuso con Cristina Chiabotto?

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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4 risposte a Confuso

  1. semprecarla ha detto:

    Amo Dante, nato e morto unico! A scuola, di solito, fanno conoscere solo l’inferno e pezzetti di altre opere, nel mio caso si fece molto, tanto di più, facendo nascere in me il desiderio di conoscerlo totalmente. Mi ha procurato noia, non lo nascondo, solo il paradiso … Buon fine settimana … Carla

  2. RobySan ha detto:

    Non sono un insegnante, ma leggere che “… la Divina Commedia riesce ancora a far presa anche sugli alunni più svogliati…” riempie il mio cuore di gioia.

  3. marisasalabelle ha detto:

    In genere l’Inferno piace. Ha delle caratteristiche horror che colpiscono. Inoltre è un po’ un videogioco, coi vari ambienti, paesaggi sempre diversi, le pene, gli stratagemmi per passare da un cerchio all’altro… Certo, ci si addentra poco nelle questioni più teologiche o filosofiche… anche se qualche volta può capitare. E, anche se ho letto in un articolo di un qualche “esperto” che è l’ora di finirla di leggere Dante a voce alta in classe, ho notato che i ragazzi, anche i più inquieti, ascoltano in silenzio i versi del Poeta.

  4. RobySan ha detto:

    Hai evidenziato una pecca di Dante: non ha immaginato un girone per gli “esperti”. Diciamo che potremmo equiparare certi “esperti” ai “consiglieri frodolenti”, ma io – fossi stato Dante – gli avrei messo su tutto un girone apposta; perché non meritano di stare vicino a Ulisse.

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