Libertà di pensiero

L’associazione Manif pour tous organizza una serata a Pistoia e con alcune amiche decido di andare a sentire cosa dicono. Sul palco si succedono vari relatori e un signore, seduto accanto a me, borbotta, commenta a voce alta, sottolinea ciò che viene detto con esclamazioni colorite. A un tratto si gira verso di me:
«Anche lei è una disturbatrice?»
«Sono solo venuta ad ascoltare» rispondo prudentemente.
«Perché sa, qui finiamo tutti in galera!»
«Perché mai dovrebbe succedere?»
«Eh, se passa la legge contro l’omofobia, non si potrà più parlare! Noi cattolici non potremo più esprimere le nostre idee! Ne va della libertà di pensiero!»
«Ma no…»
«Invece sì! Guardi qua»: mi mostra un foglio stampato su cui alcune frasi sono sottolineate. «L’istigazione alla discriminazione di genere è punita con la reclusione fino a tre anni!»
«Ma davvero lei vorrebbe istigare qualcuno alla discriminazione?»
«Vede? L’omofobia. L’omofobia, dico. È punita con la reclusione…»
«Ma l’omofobia… è l’avversione verso chi è omosessuale… ed è punita se dà luogo ad azioni discriminatorie, o violente… perché lei vorrebbe metterle in atto?»
«È una tragedia. Finiremo tutti in galera! Non c’è più la libertà di pensiero!» continua il signore borbottando tra sé.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Libertà di pensiero

  1. Gianni Cuccu ha detto:

    ..ma che posti interessanti che frequenta!

  2. RobySan ha detto:

    La “discriminazione di genere” diviene perciò un reato (e più precisamente un “delitto”, per analogia con l'”istigazione a delinquere”, vedi art. 414 del C.P.[*]): mi auguro che il legislatore sia in grado di definirne i confini. Diversamente sarà il solito pastrocchio inestricabile, utile a rimpinzare legulei e a fingerci più giusti. Sempre per analogia con lo stesso articolo, occorre che l’istigazione sia punita anche se il reato, la “discriminazione di genere”, non sarà commesso da parte di chi è stato istigato (cioè, anche se l’istigazione non viene raccolta). La libertà di pensiero c’entra, ovviamente, come i cavoli a merenda: sono e sarò perfettamente libero di pensare e pure di dire pubblicamente che “Cristiano Malgioglio è una checca isterica”[**]: questa è un’opinione – offensiva quanto volete – ma non “istiga” proprio un bel nulla. Quel che non devo dire è che, in quanto tale, bisognerebbe linciarlo. E questo è ovvio. Ma a me pareva ovvio pure prima!

    Quanto al fatto che, oltre a non dirlo, non lo dovrei nemmeno pensare, be’: qui la legge nulla può.

    [*]: “chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione”…ecc.

    [**]: non lo penso affatto. E’ solo uno che recita la sua parte.

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