Gatto

Vado al cinema a vedere A proposito di Davis, il nuovo film dei fratelli Coen. La sala è già piena per metà: trovo un posto libero nella quintultima fila, non troppo avanti, in modo da non dover tenere la testa innaturalmente alta per guardare lo schermo. Nel giro di pochi minuti, però, arrivano molti altri spettatori. Succede così che una coppietta si sistemi nei posti vuoti davanti a me: l’uomo è molto alto, inoltre i due chinano le teste una verso l’altra per parlare e sbaciucchiarsi, impedendomi la vista, così mi sposto un po’ più avanti. Mi sono appena sistemata che arriva una donna grande e grossa e si accomoda al mio fianco, straripa sul bracciolo, appoggia la borsa davanti ai miei piedi. Migro nuovamente, ma ormai la sala è piena e le luci si stanno spegnendo, perciò devo accontentarmi di un posto libero tra un’anziana coppia e due ragazze. Comincia la pubblicità: la coppia alla mia sinistra è silenziosa, ma le due ragazze non fanno che chiacchierare. Va bene, penso, quando inizierà il film la smetteranno. Passa la pubblicità, passano un paio di trailer, compaiono una serie di marchi di produzione, si vede un uomo in un locale fumoso che canta una canzone folk: il film è cominciato. Le due ragazze continuano a parlottare. Commentano la canzone, discutono sulla bellezza del protagonista, ammirano la casa dove passa la notte. Ed ecco, proprio mentre se ne sta andando, un gatto gli sguscia tra le gambe ed esce sul pianerottolo.
«Uh, guarda che gatto!» fa la prima ragazza.
«Che bello!» dice l’altra.
«No! Gli è scappato! E dove va?»
«Micio micio micio…»
«L’ha preso!»
«Ma com’è bello!»
«E ora?»
«Se lo porta in metropolitana!»
«Nooo!»
«Sst!» bisbiglio, in preda alla disperazione.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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4 risposte a Gatto

  1. tramedipensieri ha detto:

    …che stress…io sarei come dire…esplosa?…si, penso di si! 😦
    Ma che ci vanno a fare al cinema?

  2. wwayne ha detto:

    Io invece ho visto Monuments Men: film meraviglioso, glielo raccomando ad occhi chiusi.
    Io e i fratelli Coen ci siamo “incrociati” 3 volte (Fargo, Non é un paese per vecchi, Il grinta) e non mi hanno mai deluso, ma non avevo in programma di vedere A proposito di Davis, almeno non al cinema. A Lei é piaciuto?

  3. marisasalabelle ha detto:

    A proposito di Davis è molto bello, in parte il classico “on the road ” americano, ma con in più quello straniamento, quel senso dell’assurdo che è tipico dei Coen. Oltre al protagonista, un musicista folk che non riesce a farsi strada ma non è solo il solito sfigato, ha talento e una personalità complessa, ogni personaggio, anche minore, è tracciato con cura; i dialoghi sono, come in Fargo e in altri film dei Coen, straordinari e paradossali; la fotografia è splendida. Peccato per le due ragazze mie vicine… Hanno parlato per tutto il film e anch’io mi chiedo: cosa ci sono venute a fare al cinema? Non potevano chiacchierare tranquillamente sul divano di casa loro?
    Di Monuments Men avevo letto recensioni non proprio entusiaste (tipo: filmone, polpettone…)
    Dei Coen ti consiglio, oltre ai film che hai visto, almeno Il grande Lebowski e L’uomo che non c’era. Ma anche Fratello dove vai… tutti i loro film sono straordinari; un po’ meno mi è piaciuto quello con George Clooney, mi pare che s’intitolasse Se mi sposi ti rovino o qualcosa del genere.

    • wwayne ha detto:

      “Prima ti sposo, poi ti rovino” fu un film che i Coen girarono per ragioni puramente commerciali. Il loro film precedente era andato malissimo al botteghino (fonte: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/ad/Coen_brothers_movies%2C_graphical_approach.jpg), e quindi avevano un disperato bisogno di rilanciarsi. Per ridurre al minimo i rischi, puntarono su un genere dall’ incasso sicuro, la commedia romantica.
      Adesso sono degli autori affermati, non hanno più bisogno di compiacere il pubblico e quindi possono permettersi di fare dei film complessi e paradossali come “A proposito di Davis”.
      Per quanto riguarda Monuments Men, si tratta di un film epico e ambizioso, e in quanto tale troverà sempre un certo numero di critici spocchiosi, amanti dei film essenziali, che lo stroncano affibbiandogli l’ etichetta di polpettone.
      Tra l’ altro questi cinefili snob quando argomentano le loro posizioni spesso si rifugiano dietro frasi che non vogliono dire nulla, e che rivelano l’ inconsistenza delle loro critiche. Ad esempio, ieri mi sono imbattuto in questo tweet: “Monuments Men ha momenti di gran cinema ma nello sfuggire di continuo alle convenzioni si dimentica il suo senso e il racconto.” (Emanuele Rauco, critico cinematografico) Cosa vorrebbe dire questa frase? Assolutamente niente. E’ chiaro che l’ autore di questa mini – recensione voleva stroncare il film, non aveva in mano degli elementi validi per farlo e quindi si é nascosto dietro ad un linguaggio ambiguo.
      La mia posizione invece é: critica poco, e quando lo fai, accertati di avere un valido motivo. Grazie per la risposta, e buona Domenica! : )

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