Raskol’nikov

Raskol’nikov e Lady Oscar si conobbero tramite un forum letterario in rete, chiamato Balocchi e Profumi.
Lady Oscar ci bazzicava da tempo e postava spesso aforismi, filastrocche, racconti a tema libero o su argomenti prestabiliti, perle di saggezza e calembours. Raskol’nikov c’era finito per caso, seguendo le tracce di un suo vecchio compagno di scuola che scriveva racconti di fantascienza e li pubblicava proprio lì, su Balocchi e Profumi.
Raskol’nikov non scriveva, si limitava a leggiucchiare, scuotendo di tanto in tanto la testa: mai e poi mai avrebbe postato qualcosa di suo, mai e poi mai si sarebbe compromesso con quella banda di matti.
Ma una volta successe che i blogger indissero una gara, una di quelle stupide gare in cui si cimentavano in continuazione: ciascuno doveva citare la pagina più commovente di qualsiasi libro che avesse mai letto. Una certa Regina, che Rasklo’nikov immaginava nei panni di un’anziana professoressa in pensione con la voce arrochita dalle troppe sigarette, teneva il conto delle preferenze e stilava una graduatoria in progress.
Furoreggiavano il funerale di Diletta Butler e la morte di Miss Melania, che peraltro appartenevano allo stesso romanzo, anzi, si trovavano a poche pagine di distanza l’uno dall’altra; la sobria descrizione del trasporto verso Auschwitz fatta da Primo Levi; i versi o Nerina, a radunanze, a feste/tu non ti acconci più, tu più non movi e la scena in cui il postino porta al villaggio dei minatori le lettere per le famiglie dei soldati morti, nel libro La caduta dei giganti di Ken Follett.
«La casa dei doganieri!» postò Gargantua.
«Il conte Ugolino e i figli nella torre», aggiunse Jack Torrence.
Raskol’nikov leggeva, approvava o disapprovava le scelte, personalmente anche lui avrebbe avuto la sua graduatoria ma preferiva non immischiarsi, quando improvvisamente gli comparve davanti agli occhi l’icona di Lady Oscar, con i grandi occhi sgranati e quell’espressione fiera.
«La morte di Humphrey in Incompreso», aveva scritto la bella.
A quel punto gli fu impossibile non aggiungere: «La morte del soldato semplice Nemecsek.»
Era fatta: era uscito dall’ombra, aveva perso la verginità.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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