I ragazzi Burgess

Dopo aver letto “La ricchezza” mi è capitato tra le mani “I ragazzi Burgess” di Elizabeth Strout. Cosa c’entra: nulla, non potrebbero esistere due romanzi più diversi. Però anche qui ci sono tre fratelli (due maschi e una femmina) e vicende familiari complicate. I fratelli Burgess hanno rapporti conflittuali, litigano e si rappacificano: qualcosa è successo quando erano molto piccoli, qualcosa che l’autrice ci svela a poco a poco e che ci viene proposto in diverse versioni, a seconda del punto di vista dell’uno o dell’altro dei ragazzi Burgess. Alla fine del romanzo, neanche in questo caso siamo certi di come siano andate esattamente le cose, poiché ognuno di essi ha vissuto gli eventi a modo suo: anche in questo caso, quindi, come nel romanzo di Montemarano, la coscienza, la memoria sono inattendibili. Ma, come lettrice, devo dire che ho preferito il modo in cui Strout ci accompagna in questa realtà sfaccettata, l’analisi che fa dei suoi personaggi, il modo in cui ci fa capire quanto gli avvenimenti dell’infanzia li abbiano plasmati. E il modo in cui ha saputo raccontare mondi diversi, la grande metropoli e la cittadina di provincia, stravolta dall’arrivo degli immigrati, verso i quali nutre diffidenza. Insomma, a mio giudizio, un bellissimo romanzo. Su Elizabeth Strout si può leggere oggi un articolo-intervista su minima et moralia, la rivista online di minimum fax.

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Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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