Prendendo appunti

Due circolari, a distanza di quindici giorni l’una dall’altra, informano studenti e professori che è fatto assoluto divieto all’uso del telefono cellulare in classe. La seconda ha un tono secco che sembra sottintendere «Ve l’avevo già detto ma avete fatto finta di non capire!»
Niente cellulari, quindi: niente sbirciatine veloci alle novità su facebook, niente controllo della posta elettronica, niente giochini online. E niente Wikipedia durante il compito, s’intende. La circolare parla chiaro: sequestro immediato del telefono e annullamento della prova.
Questo però non vuol dire che siamo dei bacucchi fuori dal mondo. Chi entrasse in classe, sarebbe piacevolmente sorpreso: la prof è alla sua postazione, gestisce in contemporanea due computer, quello personale per accedere al registro elettronico, fare l’appello, mettere i voti, assegnare lezioni per casa, e l’altro, collegato alla LIM, per proiettare slide e video; i ragazzi hanno i loro portatili aperti sul banco e li usano per prendere appunti o per seguire il testo, di cui hanno la versione in PDF.
Anche la prof è moderatamente soddisfatta: chi dice che la scuola è antiquata non ha visto la sua classe! Solo, ogni tanto le viene un piccolo dubbio: quando un sorriso troppo divertito sbuca da dietro il monitor di Luca, quando una frenesia sospetta muove le dita di Claudio sulla tastiera: possibile tutto questo entusiasmo per il Neoclassicismo? Si sporge per sbirciare il desktop di Aldo ma lui, velocissimo, ha cliccato riduci a icona: sullo schermo è rimasto aperto un file word con solo un rigo di testo: «Il Neoclassicismo è un movimento artistico e letterario…»
Aldo rivolge alla docente un largo sorriso: «Stavo prendendo appunti, prof, cosa credeva?»

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Prendendo appunti

  1. zonerrogene ha detto:

    Mi piacerebbe veramente tanto buttare un’occhiata rapida nella scuola di oggi.
    Giusto per vedere come è cambiata
    Forse è per questo che mi piace leggere ciò che scrivi Prof

    Alex

    • marisasalabelle ha detto:

      E’ cambiata e non è cambiata. La scuola è uno strano posto. Da un lato, è una ripetizione eterna delle solite cose: la Divina Commedia e gli integrali, i compiti e le interrogazioni, fare forca, copiare e venire sgamati…
      Dall’altro lato, siamo cambiati noi che ci viviamo dentro, sono cambiati il modo di rapportarsi, il modo di parlare, le aspettative.
      La scuola sembra un luogo senza tempo, coi suoi rituali che si perpetuano da una generazione all’altra, ma è anche un luogo che risente molto dello spirito del tempo.
      Infine, la scuola andrebbe cambiata completamente, non “riaggiustata” in continuazione con riforme spesso balorde e scollegate le une dalle altre: dovrebbe cambiare volto, cambiare finalità e mezzi… ma questo sarebbe un discorso lungo…

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