Bambini a ramengo

Malacrianza di Giovanni Greco, edito da Nutrimenti, ha vinto il Premio Calvino nel 2011. È un romanzo corale, che vuole dar voce a tutti i bambini maltrattati e sofferenti, di qualsiasi parte del mondo. La lingua in cui è scritto è molto libera, con frasi lunghissime, sintassi sgangherata, discorso indiretto libero, monologo interiore, punti di vista molteplici. È un tipo di scrittura che io generalmente apprezzo, inoltre Greco prima che romanziere è un autore teatrale, e infatti mentre leggevo mi immaginavo il testo recitato, e lo trovavo tutto sommato coinvolgente. Tuttavia man mano che andavo avanti trovavo sempre maggiori difficoltà, sia perché diventava difficile seguire le vicende dei numerosissimi protagonisti, che venivano proposte in montaggio alternato, sia perché la lingua si faceva sempre più faticosa, sia perché a un certo punto i personaggi si trasformavano l’uno nell’altro. Ho avuto l’impressione che l’autore volesse fare, di tutti i bambini protagonisti del testo, un unico bambino monstre, maschio e femmina, italiano, rumeno e russo, violentato e incinta… Da un lato, un obiettivo interessante, dall’altro artificioso, capace di confondere il lettore e di trasformare le vicende, fino a un certo punto distinte, in un’unica marmellata pressoché indifferenziata. L’ho finito, comunque, ma con grande fatica. Voglio brevemente confrontarlo con un libro che lessi alcuni anni fa, La crociata dei bambini, di Florina Ilis, una scrittrice rumena. È la storia di un gruppo di bambini che partono da Cluj-Napoca, una cittadina della Romania, in treno, per andare in colonia estiva, accompagnati dalle loro insegnanti; sul treno però sale un altro gruppo di bambini, ragazzi di strada, che vivono nelle fogne: i bambini di buona famiglia e i ragazzi di strada si alleano per dirottare il treno… La vicenda è intricata, praticamente impossibile da riassumere; le voci narranti sono infinite, e s’intrecciano l’una all’altra, in un miscuglio linguistico straordinario. Ci sono delle analogie tra i due romanzi, ma La crociata dei bambini (che in Italia è stato pubblicato da ISBN) è un capolavoro, un romanzo-mondo, anch’esso scritto in un linguaggio estremamente libero, però molto meglio governato, almeno a mio parere. Ecco, senza voler generalizzare: spesso mi succede di apprezzare di più romanzi di autori non italiani che italiani.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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