Rinnovarsi

Vado a trovare Sergio, alla libreria di libri usati Les Bouquinistes. È un posticino davvero accogliente e mi ci fermo volentieri per fare due chiacchiere con lui o con Elena e per sbirciare tra gli scaffali.
«Marisa, mi chiede, ma voi professoresse di lettere che cosa date da leggere ai ragazzi per le vacanze estive?»
«Mah, è una questione spinosa, gli rispondo. Ho provato coi grandi classici, ho assegnato narrativa italiana contemporanea, mi sono buttata sui best seller di Ken Follett o di Jeffery Deaver… ma a settembre, quando si torna a scuola, è sempre la solita solfa: non ce l’ho fatta a finirlo, non m’è piaciuto, mi ci addormentavo sopra…»
«No, perché… è venuta una ragazza, fa il liceo pedagogico. Mi ha dato una lista di libri da cercarle, e quando l’ho letta…»
«Che roba era?»
«Cassola, Pratolini, Saviane… Pensa, sono gli stessi autori che la mia prof mi assegnava quando facevo le superiori! Ma voi, non vi rinnovate mai?»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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11 risposte a Rinnovarsi

  1. Matrioska ha detto:

    io alla proposta estiva dei prof sbuffavo a ridere e quasi mai li leggevo…avevo una lista mia personale mille volte più interessante e spesso più numerosa…magari i prof dovrebbero solo suggerire dei titoli di generi diversi e far scegliere agli alunni i titoli che preferiscono…

  2. marisasalabelle ha detto:

    E a te cosa piaceva leggere, ai tempi? Quali erano i libri della tua lista personale? Dammi qualche suggerimento!

    • Matrioska ha detto:

      io ai tempi ero appassionata di Gialli, seguivo mia sorella e le sue letture.. la prima lettura è stata “Susan a faccia in giù nella neve” di Carol O’Connell, qualche testo di Agatha Christie..poi ho testato i romanzi di Andrea De Carlo e da lì mi sono tuffata nei romanzi…ad oggi però ci sono molte letture per adolescenti tipo “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia… l’ho consigliato ad una ragazzina di 14 anni e da allora non ha smesso di leggere romanzi…
      A mio avviso la cosa difficile è capire che genere e che titoli leggere, ma una volta trovati i titoli giusti la lettura è come una droga..non si riesce a farne a meno!! 🙂

  3. corvobianco213 ha detto:

    Io rispondevo esattamente come gli alunni, della serie “mi ci addormentavo sopra”, poi ho trovato il mio genere, storie di vita vera, libri su fatti realmente accaduti, ho scoperto che tutto ciò che è inventato mi respinge, ho iniziato con padre padrone di Gavino Ledda, fantastico, se questo è un uomo di Primo Levi, bellissimo, oppure Mi chiamo Rigoberta Menchu ovviamente di Rigoberta. In definitiva credo che ognuno debba trovare il suo genere, non esistono libri interessanti e libri non interessanti, esistono libri che interessano l’uno e magari l’altro no. Potrebbe secondo me far scegliere il genere a loro e poi dirgli “ok avete scelto il genere, a fine estate ne dovete aver letti almeno due” forse due sono pochi, ma non sono certo io la Prof… 😉

  4. marisasalabelle ha detto:

    Certo, l’ideale sarebbe fare in modo che ognuno trovi il suo genere, ed è quello che di solito faccio, ma anche questo metodo ha qualche limite. Prima di tutto, ci sono sempre quelli che “No prof, per me non c’è genere che tenga, la lettura non mi piace proprio, è più forte di me”. Poi, la difficoltà di verificare, o almeno discutere, le letture scelte dai ragazzi. Perché i generi sono moltissimi, i libri che ogni giorno vengono pubblicati ancora di più, e ci sono tanti libri che piacciono ai ragazzi ma che io non approvo e non ho voglia di leggere… Se un mio alunno adora Moccia e Fabio Volo, o magari sceglie le Cinquanta sfumature di grigio, devo assecondarlo e sorbirmeli, o devo dire, dall’alto della mia autorità professorale, “Questa robaccia, se vuoi, puoi leggertela per conto tuo, ma non sotto la mia supervisione”? L’insegnante deve accettare qualunque scelta “purché si legga” o deve tentare di indirizzare?

  5. Matrioska ha detto:

    Credo che a 16-17 anni non si possa pretendere che prendano in mano Siddartha o Calvino o qualche grande classico…purtroppo i tempi sono duri e tristi per la letteratura..la tecnologia a mio avviso ha rimbambito tutti e si preferisce facebook piuttosto che un buon libro. me ne accorgo anche su di me, certi giorni passo ore davanti il pc a fare niente e le ore passano veloci senza che me ne accorga. Quindi credo che l’insegnante debba accettare qualsiasi lettura del ragazzo, perché di sicuro non sarà Moccia a vita..magari si può consigliare qualche testo dello stesso genere ma di un livello più alto e far crescere il ragazzo e la sua lettura. 🙂

    • marisasalabelle ha detto:

      Be’, proprio Siddharta e certe cose di Calvino sono, tra le opere di una certa importanza, alla portata degli adolescenti. D’altra parte, è proprio nell’adolescenza che proponiamo ai nostri studenti Dante, Machiavelli, Ariosto o Manzoni… non come letture di piacere, certo, ma come autori di studio. E sono convinta che alcuni di questi siano troppo impegnativi per dei ragazzi, ma che altro fare? La scuola dura proprio quegli anni, a 19 sei fuori, se alla letteratura non ti sei avvicinato alle superiori, non ti ci avvicinerai mai più… E comunque, in mezzo a tanti ragazzi che si lamentano per la pesantezza di certi argomenti, ogni tanto qualcuno ti dice “Il Canto notturno di Leopardi è bellissimo”; “Foscolo mi piace un sacco”; “Pirandello, per me, ha capito tutto”. Se non glieli fai conoscere tu, chi glieli farà conoscere mai?

      • Matrioska ha detto:

        concordo totalmente non ho pensato minimamente di toccare i grandi classici che vengono studiati durante l’anno scolastico..sono una ricchezza che solo tra i banchi di scuola e con l’aiuto degli insegnanti possiamo acquisire..
        Io mi riferivo a libri extrascolastici da proporre durante le vacanze estive e il tempo libero..che facciano avvicinare alla lettura…

  6. marisasalabelle ha detto:

    All’inizio di quest’anno scolastico sono andata a fare una sostituzione in una prima (quattordici anni). Non sapendo come intrattenerli, mi sono portata il volume “Le meraviglie del possibile”, una bellissima raccolta di racconti di fantascienza. Ragazzi, ho detto, se vi va, posso leggervi uno di questi racconti. No, professoressa, no: è stato un coro. Leggere non ci piace. Ma leggo io, gli ho risposto. Voi dovete solo ascoltare. Insomma, non c’è stato verso. Siamo finiti a chiacchierare di social network. Ma è vero quello che dicono, ho domandato. Che voi ragazzi siete dipendenti dai vostri aggeggi informatici e non potete resistere se non siete sempre connessi? Noo, mi hanno risposto in coro. Noi andiamo su Internet quando vogliamo, ma non siamo dipendenti, per niente.

  7. Matrioska ha detto:

    E’ triste la loro risposta..ma son sicura che tra di loro qualcuno che ascolta i consigli della prof c’è sicuro!!! 🙂

  8. marisasalabelle ha detto:

    Più che essere triste, è un dato di fatto. Il cosiddetto “piacere della lettura” è ormai una bestia rara; d’altronde, i ragazzi leggono più degli adulti, quindi… In ogni caso, qualche eccezione c’è, il ragazzo taciturno che si è letto tutto Delitto e castigo, quello ipertecnologico che però nel tempo libero divora Il signore degli anelli e il tipetto occhialuto che ti spiega che cos’è il genere steampunk e brontola perché tu non ne avevi mai sentito parlare…

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