La colpa è mia

Scrutini della classe Quarta D. La situazione di Corrado non è molto buona, ha varie insufficienze, tra le quali spicca un 4 in storia.
«Marisa, mi apostrofa severa Maria Teresa, l’insegnante di religione, potresti spiegarci il senso di quel 4 in storia?»
«Il senso è chiaro, rispondo un po’ piccata. Corrado non ha studiato un solo capitolo di storia in tutto l’anno scolastico, non sa niente della Rivoluzione inglese né della Rivoluzione francese, confonde la monarchia assoluta con quella costituzionale ed è convinto che il Regno delle Due Sicilie prima dell’unità d’Italia fosse sotto la dominazione austriaca.»
«Perché, non è così?» mi domanda Stefano, di educazione fisica, un ex pugile col naso schiacciato.
«Certo, se non avesse storia…» commenta Eugenio, di meccanica.
«Se non avesse storia, aggiunge Claudio, di elettrotecnica, potremmo sospendere il giudizio… sollevargli quel 5 in inglese, dargli meccanica ed elettrotecnica con 4 e vedere come se la cava a settembre!»
«Già! Ma c’è storia!»
«Certo, se non ci fosse storia…»
Faccio finta di non sentire e frugo in borsa alla ricerca degli occhiali. Ora sta’ a vedere che se Corrado sarà bocciato la colpa è mia!

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a La colpa è mia

  1. corvobianco213 ha detto:

    Secondo me ha fatto male a far finta di non sentire, avrebbe dovuto dirgli che se avessimo imparato un po di più dalla storia probabilmente tante cazzate che il genere umano ha perseverato a fare non sarebbero accadute, e poi si sarebbe salvato se non ci fosse stata elettrotecnica come si sarebbe salvato se non ci fosse stata meccanica, e poi avrebbe dovuto dirgli anche “se la mi nonna aveva le rote era un carretto”… Lei è troppo buona…

  2. marisasalabelle ha detto:

    Il fatto è che negli istituti tecnici e in quelli professionali le materie umanistiche sono considerate un optional. La cosa realmente importante è che i ragazzi se la cavino nelle materie tecniche, e non manca chi cerca di fargli capire che il tempo dedicato a italiano o a storia è tempo sprecato. Difficile, a quel punto, convincere i ragazzi che la scuola non è solo apprendimento di una professione ma è anche un grande progetto di formazione della persona. Quanto al fatto che io sia troppo buona… non ne sarei così sicuro… 😉
    E com’è che ora tutti, nei commenti, mi danno del Lei?

  3. fogliadithe ha detto:

    mai capito questi “arrontondamenti” di voti quando le situazioni sono così “drammatiche”… se non avesse storia, bisognerebbe salvare anche meccanica, inglese e elettronica per passare a voti come 4 e 5?! praticamente la metà delle materie sono insufficienti, ma tanto sotto…ergo non si applica come dovrebbe… e non mi ricordo più qual’era la mia conclusione, scusate il lavoro riduce le mie abilità… in ogni caso ritengo che questo tipo di buonismo da parte di certi insegnanti faccia più danno che altro. Nella vita non sempre vengono date queste oppurtunità. ed è ingiusto anche nei confronti di colori che si impegnano.

  4. marisasalabelle ha detto:

    L’aneddoto ha lo scopo di mettere in luce come, per alcuni docenti, ci siano materie importanti e altre che si possono tranquillamente ignorare perché tanto “nella vita non servono”. Per il resto, è normale che in consiglio di classe si discuta sull’opportunità o meno di aiutare un ragazzo a non perdere l’anno. Si tratta di fare una valutazione che tenga conto di vari fattori: la possibilità che il ragazzo ha di affrontare la classe successiva, la serietà con cui si è impegnato, la sua situazione personale… Non mi è mai piaciuta l’espressione “buonismo”, perché tende a suscitare il sospetto che ogni atteggiamento di benevolenza o di riconoscimento delle ragioni altrui sia da biasimare come segno di debolezza o peggio!

  5. wwayne ha detto:

    E’ evidente che molti Suoi colleghi tendono a “giocare al rialzo” con i voti, ma purtroppo c’é anche chi ha la tendenza opposta. Talvolta un professore decide, per motivi futili o addirittura inesistenti, di prendere di mira un ragazzo, e quindi lo tiene sul 6 – 7 pur sapendo che vale 8 – 9, e nei casi più spiacevoli tenta addirittura di fargli il lavaggio del cervello, di convincerlo che il suo talento non é poi questo granché.
    Proprio per questo é essenziale che ogni studente maturi una consapevolezza dei propri pregi e dei propri limiti indipendente dall’ opinione altrui e dai voti che riceve, e che sappia autovalutarsi: in questo modo, non si abbatterà più di tanto se il professore gli darà meno di quanto gli spetterebbe, perché dentro di sé saprà che la verità é un’ altra, che quel compito corretto da un prof imparziale avrebbe avuto tutt’ altra valutazione.

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