Copiatori professionali

Ultimo giro di verifiche, ultime raccomandazioni.
«…e se becco qualcuno a copiare lo porto agli scrutini con l’insufficienza, garantito.»
Penso, con queste parole, di fargli paura, ma i copiatori professionali non temono nulla; d’altra parte, le alternative sono poche: se copiano e li sgamo, addio, ma se non sanno nulla dell’argomento, tanto vale rischiare… Così, nell’arco di mezz’ora, mi accorgo che Franco sta consultando il libro di testo sotto il banco (mi era rimasto aperto da prima, professoressa, giuro), Angelo sbircia il display del suo cellulare (guardavo l’ora, giuro, prof) e Massimiliano fruga nell’astuccio alla ricerca del bigliettino giusto. Requisisco i compiti: mi dispiace, ragazzi, per oggi avete finito.
Come Dio vuole l’ora volge al termine e consegnano.
«Professoressa, mi dice Isacco, sono orgoglioso di questo compito. Credo di aver fatto proprio un buon lavoro, stavolta!»
«Dimmi direttamente il sito internet, allora, così non perdo tempo a cercarlo!»

Annunci

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario, scuola e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Copiatori professionali

  1. wwayne ha detto:

    I copiatori sono un altro cancro del sistema scolastico. Illudono il docente che la classe vada bene, specie se il “copiaggio” è diffuso, cosicché le prossime verifiche le fa più difficili PER TUTTI. E soprattutto non rispiega, non rallenta la programmazione E TE NON HAI IMPARATO UNA MAZZA.
    Comunque, a differenza dei finti malati non provo molto disprezzo nei confronti dei copiatori. Prima di tutto perché, a differenza dei finti malati, nel loro essere disonesti hanno quantomeno la decenza di non mettere nei guai i compagni; inoltre, spesso si tratta di ragazzi che agiscono così per disperazione, perché devono tenersi in testa più di 10 materie, non ce la fanno a stare al passo su tutto e quindi non resistono alla tentazione di prendere una scorciatoia.
    Io essendo una persona orgogliosa volevo farcela con le mie forze e quindi non mi affidavo ai foglietti, per il mio orgoglio ammettere di averne bisogno sarebbe stato un colpo troppo duro, ma capisco perfettamente le motivazioni di chi ci casca. E anche di chi li punisce, ovviamente. : )

  2. marisasalabelle ha detto:

    I copiatori sono sempre esistiti, ma negli ultimi tempi il fenomeno sembra essersi moltiplicato a dismisura, anche grazie all’avvento della tecnologia. Non si tratta più di nascondere un bigliettino nell’astuccio o sotto il foglio protocollo, quanto di consultare il cellulare, connesso a internet, e scaricare intere paginate di roba: questo specialmente per quanto riguarda le materie umanistiche, per quelle tecniche forse è più difficile. Il docente si trova costretto a esercitare una sorveglianza tanto strenua quanto poco efficace, perché i ragazzi sono abilissimi e approfittano del momento in cui stai dando ascolto a un loro compagno per consultare il proprio telefonino e copiare a man bassa. Puoi invitarli a consegnare i cellulari all’inizio del compito, ma è un metodo poliziesco che non amo; in ogni caso il copiatore professionale consegnerà un telefono civetta e ne terrà un altro in tasca pronto all’uso. L’unica chance per un docente un po’ sveglio è, oltre a colpire random, annullando il compito a quelli che sgama per un puro colpo di fortuna, stare molto attento in fase di correzione: lì, basta una parola un po’ insolita, un registro che non è quello tipico del tale alunno, un’informazione di troppo che sul libro non c’è… Digiti la frase sospetta su Google e ti compare il testo incriminato. Là. Ma a volte mi domando che cosa sia diventato il mio mestiere…

    • wwayne ha detto:

      Sì, in effetti Lei é costretta ad essere non solo professoressa, ma anche investigatrice. Comunque, chi copia da Internet un testo che palesemente non può essere farina del suo sacco é di un’ ingenuità unica: la professoressa ha corretto i tuoi precedenti compiti, ti ascolta alle interrogazioni e quindi sa perfettamente qual é il tuo livello culturale, non credi che si insospettirà se all’ improvviso fai un compito da Umberto Eco in miniatura?
      L’ onestà é la miglior cosa, ma se proprio devi essere disonesto, almeno fallo con intelligenza. E soprattutto, senza insultare l’ intelligenza altrui. : )

  3. marisasalabelle ha detto:

    In effetti, è proprio così. Quest’inverno mi è capitato che tre ragazzi, nello stesso compito in classe, citassero una vecchia pubblicità di Tonino Guerra. Insolito per uno, ma tre? Ho postato questo episodio qui sul mio blog, alla data del 18 gennaio, col titolo “Copiare”.

  4. Matrioska ha detto:

    Ai miei tempi, cellulari vecchissimi il cui massimo svago era Snake, copiare era impossibile e nessuno ci provava nemmeno..tranne una mia compagna che aveva problemi a ricordarsi i nomi e allora il giorno dei compiti di storia o italiano arrivava in classe prestissimo e si tatuava in tutti i posti accessibili con una sbirciatina veloce che nessuno notava!

    • wwayne ha detto:

      Già, in effetti la nostra generazione ha avuto molti meno optional rispetto a quella attuale.
      Ad esempio, ai miei tempi quando la prof ti dava da tradurre una versione di Latino o di Greco non c’era scampo: dovevi metterti il dizionario sulle cosce e schiacciarci sopra 2 belle orette.
      Certo, potevi chiamare un compagno di classe e farti dettare la traduzione da lui, ma nel mio caso quest’ opzione non esisteva, perché ERO IO quello che dettava la traduzione agli altri.
      Adesso invece, se non ti va di spendere 2 ore sulla versione, basta digitarne il titolo su Google e almeno una traduzione la trovi, solitamente anche ben fatta. Lo so perché, quando facevo ripetizioni di Latino e Greco, le consultavo quando un passaggio della versione mi creava qualche grattacapo.
      Ecco, il periodo in cui facevo ripetizioni mi manca molto. Non tanto per l’ entrata economica, non certo stellare, ma perché solitamente riuscivo ad ottenere dei risultati e ad instaurare un ottimo rapporto umano con i miei “alunni.”

  5. marisasalabelle ha detto:

    Ai miei tempi, carta carbone per le versioni di latino e greco: facevo girare le copie della mia traduzione, con l’avvertenza che cambiassero qualche parola, in modo da non consegnare tutti testi identici.
    “E quella volta che abbiamo preso tutti l’insufficienza”, mi ha raccontato una mia vecchia compagna di classe, “abbiamo detto: ora basta! Bisogna che Marisa si decida ad andare a ripetizione!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...