Come nell’esercito

In piedi nell’atrio, aspettiamo gli ultimi ritardatari. Meta, stamattina, il British Museum. Per ingannare il tempo, Gianna legge la descrizione del museo sulla guida del Touring: alcuni volenterosi l’ascoltano, altri ciondolano qua e là. Raggiungo Pietro Barontini detto Il Baro: cercando di non farsi notare sta indietreggiando verso il corridoio, probabilmente pensa di tornare in camera e infilarsi a letto.
«Dove vai, Baro, gli faccio, a momenti arrivano anche Jacopo e Tommaso, stiamo per uscire.»
«Non ci voglio venire» brontola.
«Come non ci vuoi venire? Si va tutti, nessuno resta in albergo.»
«Ma io il British l’ho già visto. Ci sono venuto coi miei genitori.»
«Insomma, poche storie. Ti ho detto che si va tutti!»
«Ma lei… professoressa, lei mi manca di rispetto!»
«Io ti manco di rispetto? Io? Senti, carino: qui non siamo mica in democrazia, sai. Qui siamo in una gerarchia, come nell’esercito. Io sono un tuo superiore. Io do gli ordini e tu obbedisci. Marsch!»
«Sei un mito!» mi dice Chiara, l’insegnante di sostegno, passandomi accanto con Serafino per mano.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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Una risposta a Come nell’esercito

  1. Matrioska ha detto:

    ahahahahah Grande!!!!

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