Avveduti

Il ragazzo avveduto, prima del compito d’informatica o della verifica di storia, si procura delle microfotocopie di interi capitoli del libro o di appunti redatti dal solito secchione della classe. Le ritaglia con le forbici in modo da farne dei bigliettini di circa 4 centimetri per 4, li fotografa col suo cellulare e li nasconde in vari punti della sua postazione di lavoro o della sua stessa persona.

Il professore avveduto, prima di consegnare il testo del compito, farà sgombrare banchi e sottobanchi, allontanare gli zaini e, nel caso che lo spazio dell’aula lo permetta, separerà i banchi individuali allontanando i ragazzi l’uno dall’altro di qualche centimetro. Consegnerà testi diversi per scongiurare il rischio copiatura e si aggirerà nell’aula come un cane da caccia, fiutando la presenza dei bigliettini, che troverà all’interno del foglio protocollo (una manciata), sotto il gomito dell’alunno, dentro l’astuccio o sporgenti dallo zaino. Controllerà i display dei cellulari sui quali i ragazzi tenteranno di leggere uno schema o una formula scritta in caratteri piccolissimi.

Se deciderà di stare alla cattedra, il professore avveduto, potrà individuare il copiatore da un gesto repentino, un’occhiata prolungata in direzione della tasca dei pantaloni, una veloce alzata del foglio. Se sufficientemente in forma, potrà piombare sul fellone e requisirgli compito, cellulare e pizzini.

Alcune cose che il professore avveduto non farà mai sono: controllare sotto il sedere e tra le gambe degli alunni, alzare il bordo della gonna all’interno del quale le ragazze hanno appuntato i bigliettini con spilli e graffette, ispezionare i bagni degli studenti alla ricerca di libri e dispense nascosti sotto il lavandino o dentro lo sciacquone.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Avveduti

  1. Andrea Maggi ha detto:

    Come professore, approvo alla stragrande!

  2. fogliadithe ha detto:

    o sotto la parte bianca delle lunghe unghie appositamente dipinte, o direttamente sul retro della sedia del compagno davanti (si cerca sempre il nascosto, ma mai quello palesato)… o (non nel suo caso, a quanto ho capito) il voglio di carta carbone con il quale una compagna costrinse l’altra di usare per farsi passare gli esercizi di matematica, che la professoressa ha giustamente trovato e ovviamente ha capito chi fosse l’esecutore… ok potevo dirle di no, ma a 15 anni spesso si pensa di perdere amicizie per bagianate.

  3. Marisa Salabelle ha detto:

    Ecco, alle unghie non ci avevo pensato… buon suggerimento, peccato che io abbia quasi solo maschi…

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