La scuola siciliana

Emiljan è albanese. È arrivato in Italia nel mese di agosto (preso treno per venire Italia, tutti amici Albania salutare) e mastica solo qualche parola. Ha diciassette anni e secondo la normativa dev’essere inserito in una classe compatibile con la sua età. Così, dopo aver parlato col padre, con un avvocato che si occupa di ricongiungimenti familiari e con me che sono la referente per l’inserimento degli alunni stranieri, il preside (pardon: il Dirigente Scolastico) decide di inserirlo in Terza Meccanici. E dà a me l’incarico di organizzargli un corso pomeridiano per l’apprendimento della lingua italiana. Decido di seguirlo personalmente e così, per due pomeriggi la settimana, io e Emiljan ci troviamo in un’aula a fare un corso accelerato di italiano di base. Ma i professori del consiglio di classe fremono, vogliono da lui che studi i manuali tecnici, che svolga  compiti in classe uguali a quelli dei suoi compagni italiani, che venga interrogato. Hanno paura, se gli riservano un trattamento diverso, di discriminare i ragazzi italiani. Perché lui deve avere un testo semplificato e loro no? Anche la collega di lettere freme. Le dico, per il primo quadrimestre facciamo solo lingua, alla letteratura ci si penserà poi. Ma lei non vuol sentir ragione, e lui si sente pressato, così decido di dedicare un’ora su due alla storia della letteratura italiana. La poesia cortese, il dolce stil novo, Dante e Beatrice. Mi aiuto con un vocabolario per immagini e con rozzi disegni che riesco a fare sul suo quaderno: il castello, il cavaliere, la dama, un cuore che significa che il cavaliere è innamorato. Finalmente arriva il giorno dell’interrogazione. Una prova molto mediocre, mi dice la collega. Ha detto due paroline. Ma perché non ne sa altre! obietto. Non ha il lessico, capisci. Ha fatto del suo meglio. Non l’ho convinta: il ragazzo, secondo lei, poteva fare di più. La scuola siciliana non l’ha saputa! s’indigna. Ma se la scuola siciliana non la so neanche io! rispondo.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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