Se oggi sono quello che sono

Fabrizio è un ragazzo magrolino, bassino, con un occhio leggermente socchiuso, la palpebra cascante. È intelligente e simpatico ma ha poca voglia di studiare. Quando risponde alle domande del compito di storia, scrive delle frasi come “Nella guerra dei Cent’anni, prima vincevano gli inglesi, poi però hanno vinto i francesi.”  Oppure, “Hitler voleva conquistare la Russia, ma poi come Napoleone fu bloccato dal freddo e così perse la guerra.”

Invano mi sforzo di convincerlo che non posso accettare queste sue affermazioni così grossolane. “La storia esige un minimo di rigore”, gli dico. “Devi studiare di più, andare più a fondo.”

Allarga le braccia: “Cosa vuole, professoressa, non ce n’ho proprio voglia!”

Oggi correggo il suo tema. L’anno scorso è stato bocciato ed era tentato, dice, di abbandonare gli studi, ma i suoi genitori hanno avuto fiducia in lui, l’hanno spronato, l’hanno incoraggiato, e così lui ha deciso di riprovarci, di ripetere l’anno. “Se oggi sono quello che sono, conclude, lo devo ai miei genitori.”

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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